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pubblicato: venerdì, 27 aprile, 2018

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Avicii: causa morte è il suicidio? Parla la famiglia, ecco com’è andata

Avicii causa morte

Avicii: causa morte è il suicidio? Parla la famiglia, ecco com’è andata.

Tim Bergling, in arte Avicii, si è suicidato? A pochi giorni dalla sua morte, ci si continua a interrogare sulle effettive cause che hanno portato alla sua scomparsa, in età così prematura. A soli 28 anni, il dj svedese ha lasciato questo mondo in una stanza d’albergo a Muscat, in Oman; sconvolgendo il mondo con la sua scomparsa. Ma recentemente la famiglia, che subito dopo la morte di Tim aveva chiesto il silenzio, ha deciso di rompere quello stesso silenzio che aveva richiesto. E ha lanciato al mondo un sottinteso abbastanza chiaro. Avicii si è suicidato?

Avicii causa morte: troppa pressione lo ha portato al suicidio?

In una lettera pubblicata su Variety, la famiglia cerca di spiegare il momento che stava vivendo Avicii. “Il nostro amato Tim era un cercatore, una fragile anima artistica che cercava risposte a domande esistenziali”. Ma non solo. Era anche “un perfezionista di successo che ha viaggiato e lavorato duramente a un ritmo che lo ha portato a uno stress estremo”. Così, “quando ha finito di andare in tour, voleva trovare un equilibrio nella vita per essere felice e in grado di fare quello che amava di più. La musica”. La conclusione lascia sospesa qualche interpretazione.

Ha davvero lottato con pensieri sul significato, la vita, la felicità. Non poteva più andare avanti. Voleva trovare pace. Tim non era fatto per quella macchina da business nella quale si è trovato coinvolto; era un ragazzo sensibile che amava i suoi fan ma evitava la ribalta.

Quindi la chiosa. “Ti ameremo per sempre; ci mancherai. La persona che eri e la tua musica terranno viva la nostra memoria. Ti amiamo. La tua famiglia”.

Chi era Tim Bergling, autore di Wake Me Up e Le7els. La vita e la biografia.

Avicii: un documentario presagiva la sua fine?

Nella lettera sopra riportata non si fa riferimento esplicito al suicidio. Ma si parla di eccessiva pressione. E di un mondo (quello dello show business) che lo ha portato fuori dai binari dell’equilibrio. Da quel che si sa, il producer svedese cercava spesso rifugio nell’alcol per reggere allo stress. Uno dei fattori che gli aveva portato problemi di cuore e pancreatite acuta.

Ma su Avicii c’è un altro elemento di riferimento. Un documentario sulla sua figura, in verità uscito prima della sua morte (nell’autunno scorso); ma salito alla ribalta solo successivamente. Si tratta di un documentario su Netflix che racconta la vera storia di Avicii, tramite le parole del dj e di chi gli sta intorno. “Avicii: True Stories“, questo il nome del film. Ed è proprio in questo documentario che si evincono ancora una volta i problemi che attanagliavano Avicii. In una delle dichiarazioni catturate dal film, egli dice: “Non voglio essere costantemente al centro dell’attenzione; non so più neanche chi sono, perché tutti conoscono Avicii, ma pochi sanno chi è veramente”. Inoltre, il dj aveva affermato che quando avrebbe finito con le esibizioni, sarebbe stata la fine per lui. E alla fine, problemi di alcool portati dalla depressione lo hanno costretto ad allontanarsi dalle scene. Anche quelle della vita vera.

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