pubblicato: martedì, 12 giugno, 2018

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Incontro Trump Kim: cosa hanno deciso e alcune curiosità

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Incontro Trump Kim: cosa hanno deciso e alcune curiosità

La tanto agognata stretta di mano finalmente è realtà; l’incontro Trump Kim entra di diritto nei manuali di storia contemporanea. Nella notte infatti, quando a Singapore era già mattino inoltrato, Usa e Corea del Nord hanno finalmente siglato un accordo sulla questione degli armamenti atomici. Il regime comunista ha più volte minacciato di sviluppare e soprattutto utilizzare le eventuali armi in funzione antiamericana suscitando piccate reazioni americane. Donald Trump e Kim Jong-un, dopo circa 45 minuti di colloquio e il successivo incontro tra le delegazioni, hanno firmato una dichiarazione congiunta. È stato il primo summit di sempre tra un presidente Usa e un leader di Pyongyang.

Incontro Trump Kim: cosa hanno deciso i due leader

La Corea del Nord si è impegnata ad attuare la denuclearizzazione completa della penisola coreana, come per altro già affermato a fine aprile nella dichiarazione di Panjumon, che aveva spianato la strada al vertice bilaterale. Di contro, gli Stati Uniti hanno garantito l’impegno per la sicurezza del regime asiatico. Entrambi, nella documento finale, hanno indicato inoltre come obiettivo la pace e la prosperità reciproca.

Restano comunque ancora in vigore le sanzioni inflitte alla Corea del Nord a settembre 2017 in seguito alla vicenda degli armamenti atomici e della piccola escalation militare, con i missili che hanno attraversato i cieli di Corea del Sud e Giappone. Almeno fino a quando gli Usa non avranno verificato l’effettivo rispetto del patto sulla denuclearizzazione, come ha affermato lo stesso Trump a margine del summit. Kim Jong-un ha affermato invece che, sebbene a molti questo accordo possa sembrare un “film di fantascienza”, tutte le difficoltà tra i due paesi sono state superate, definendo storici l’incontro e la firma del documento. Le sanzioni, ricordiamo, hanno interessato le importazioni di petrolio della Nord Corea, fortemente ridimensionate, così come le esportazioni tessili. Il tutto per un danno economico calcolato intorno al miliardo di dollari.

Incontro Trump Kim: le cause dello scontro Usa-Corea del Nord

Le frizioni tra i due paesi hanno radici molto profonde. Risalgono infatti al secondo dopoguerra. Prima la Corea era unita e faceva parte dell’impero Giapponese. L’incantesimo si ruppe quando la penisola fu occupata dopo la seconda guerra mondiale da Usa e Unione Sovietica, generando la famosa divisione al 38° parallelo: al Nord il regime filo-comunista, al Sud lo stato democratico ispirato dagli americani. Nel 1950 la Corea del Nord invase i cugini del Sud, generando un conflitto di tre anni. Conclusosi senza un trattato di pace. Da allora, continue tensioni tra Pyongyang e Washington.

Incontro Trump Kim: l’escalation del 2017 fino alla pace

Lo scontro tra Trump e Kim è iniziato nel gennaio 2017, quando il leader nordcoreano fa sapere al presidente Usa di possedere la tecnologia necessaria a lanciare contro gli americani missili atomici. Da qui, la reazione veemente di Trump: i suoi tweet infuocati e le sanzioni poi imposte dall’Onu. I due leader se la sono ‘giurata’ più volte. Il mondo trema: si fa strada la paura di una terza guerra mondiale nucleare. Un passo falso rischia di scatenare reazioni incrociate: risposta Usa. Discesa in campo di Cina e Russia. Il disastro. Kim ci mette del suo, con i provocatori test missilistici. Ogni lancio è un tuffo al cuore per le sorti del globo. La svolta negli ultimi mesi, con il disgelo da parte della Nord Corea, quasi obbligata in tal senso dall’estrema povertà della popolazione aggravata dalle sanzioni. Ma anche grazie alla mediazione di Cina e Corea del Sud.

Incontro Trump Kim: le curiosità

Il vertice che ha visto la storica stretta di mano è costato 13 milioni di euro, metà dei quali solo per la sicurezza dei partecipanti: l’intera isola di Sentosa è stata praticamente circondata da uomini dell’intelligence e dai gurkha nepalesi, una divisione di élite dell’esercito singaporiano. Il summit si è svolto all’hotel Capella di Singapore. Kim ha pernottato in un residence da 8 mila euro a notte. Parcella più cara quella di Trump: 12 mila euro a notte per una super suite. Oltre 3mila i giornalisti accreditati presso la sala stampa sede dell’incontro.

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