pubblicato: giovedì, 21 giugno, 2018

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Contributi disoccupazione Inps: effettivi e figurativi, la differenza

Contributi disoccupazione Inps effettivi e figurativi, la differenza

Contributi disoccupazione Inps: effettivi e figurativi, la differenza

Il lavoro è strettamente connesso al tema dei contributi. Infatti ad ogni lavoratore in materia previdenziale sono associati i contributi. Esistono due tipi di contributi: effettivi e figurativi. I contributi effettivi sono i contributi versati in caso di lavoro dipendente dal datore di lavoro, come nel caso di colf e badanti, o dallo stesso lavoratore in caso di impiego e lavoro autonomo. I contributi figurativi quei contributi accreditati – senza onere per i lavoratori pubblici e privati – nei periodi in cui si è verificata un’interruzione o una riduzione dell’attività lavorativa. In caso di assenza dal luogo di lavoro si parla di contributi figurativi. Facciamo alcuni esempi: nei casi malattia, maternità, disoccupazione, cassa integrazione, invalidità. Tutti casi in cui vengono appunto versati contributi figurativi.

Contributi disoccupazione Inps, differenza tra contributi effettivi e figurativi

Fatta la premessa quale è la differenza tra i due casi? I contributi effettivi sono riferiti e associabili al periodo in cui il lavoratore è regolarmente impiegato. Mentre i contributi figurativi sono da considerare per i periodi in cui per il lavoratore non è possibile lavorare. I secondi, cioè i contributi figurativi, sono riconosciuti dall’Inps senza alcun onere per il lavoratore. Ciò avviene per esempio sia quando interviene l’indennità di malattia o congedo di maternità e sia in caso di indennità di disoccupazione.

Contributi disoccupazione Inps, eccezioni per contributi figurativi

Dunque i contributi figurativi sono validi ai fini previdenziali. La risposta è sì ma esistono casi in cui questo non accade. Quando? Un esempio: in caso di pensione anticipata sono necessari 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini di cui almeno 35 siano di contribuzione effettiva e non più di 5 di contribuzione figurativa. Per le donne è richiesto un anno in meno di contributi. Infine i contributi figurativi non sono riconosciuti ai fini dell’opzione donna. Oltre che ai fini della pensione di vecchiaia contributiva e per quella anticipata contributiva.

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