Museo delle Carrozze al Quirinale: cosa vedere e percorsi

Pubblicato il 26 Luglio 2018 alle 11:47 Autore: Cristina Maciariello
Museo delle Carrozze Quirinale

Museo delle Carrozze al Quirinale: cosa vedere e percorsi

Il Museo delle Carrozze al Quirinale, è parte del percorso di visita Artistico-Istituzionale e Tematico del Palazzo del Quirinale, insieme ai Giardini, La Vasella – esposizione di servizi da tavola, porcellane, candelabri -, il Piano Nobile e il Piano Terra. Per accedere allo spazio espositivo delle Carrozze si deve percorre una scala esterna composta da circa 80 gradini, che dovrà essere ripercorsa anche al ritorno.

La collezione consta in 105 carrozze, tra cui alcune berline di gala e gran gala prodotte a Milano per Vittorio Emanuele II, vetture coperte o scoperte (destinate al servizio privato del re e dei funzionari di corte); vetture per la campagna; carrozzine per bambini; calessini da pony; e una piccola berlina, regalo destinato al futuro principe di Napoli, Vittorio Emanuele III.

Al Museo delle Carrozze quattro vetture piemontesi di eccezionale importanza

Al Museo delle Carrozze al Quirinale, quattro vetture rappresentano i pezzi più antichi e pregiati della collezione: il Telemaco, l’Egiziana, la Carrozza degli Sposi e il Berlingotto. Queste vetture sono state utilizzate nelle occasioni più importanti della storia della famiglia sabauda. Il Berlingotto, del 1789, ha la cassa verniciata in oro e ricche sculture su tutti i montanti che raffigurano le virtù. La berlina, detta “Degli sposi” o “Di Maria Teresa”, perché utilizzata in occasione delle nozze di Vittorio Emanuele II e poi di Umberto I, fu realizzata nel 1817. Finemente dipinta sulla cassa, è all’interno riccamente adornata da sete, rasi e velluti.

Al Museo delle Carrozze del Quirinale, una collezione assolutamente da vedere

L’altra berlina, sempre del 1817, è completamente dipinta con le storie dell’eroe greco Telemaco – dal quale prende il nome. A quattro posti e otto finestrini, fu regalata da Vittorio Emanuele I a sua moglie Maria Teresa d’Asburgo Este per il ritorno dei Savoia a Torino. La Telemaco è stata utilizzata nel 1842 per le nozze di Vittorio Emanuele II con Maria Adelaide d’Austria e nel 1868 per quelle di Umberto e Margherita di Savoia a Firenze. L’Egiziana, fu costruita per il Carnevale torinese del 1819. In seguito, la vettura, dono del duca Carlo Felice di Savoia a sua moglie Maria Cristina di Savoia, fu tinteggiata di nero e cambiò destinazione d’uso divenne: la carrozza utilizzata per i solenni trasporti funebri dei sovrani sabaudi.

La maggior parte delle carrozze della collezione – ad eccezione delle quattro berline piemontesi e le tre del Granducato di Toscana (che hanno la caratteristica di essere più semplici e sobrie di quelle piemontesi), realizzate precisamente nel 1821-22 – sono state costruite alla fine dell’Ottocento da ditte e artigiani specializzati.

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Il “Fabbricato Cipolla” voluto dal primo re dell’Italia Unita

L’edificio, che oggi ospita il Museo delle Carrozze, a forma di “L”, voluto da Vittorio Emanuele II, oggi anche chiamato “Fabbricato Cipolla” (dal nome dell’architetto), oltre alla collezione delle spettacolari vetture accoglie anche: l’antica Galleria dei Finimenti e delle Livree; l’ufficio del Grande Scudiere e il Gabinetto Storico, dove sono esposti i corredi di scuderia più preziosi, bardature offerte da vari sovrani ai Savoia, e alcune decorazioni della Carrozza di Napoleone, Re d’Italia.

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L'autore: Cristina Maciariello