articolo scritto da facebook icona autore twitter icona autore

Pensioni ultime notizie: Quota 100 Damiano era meno rigida. Chi è fuori a oggi

Pensioni ultime notizie: Quota 100 Damiano meno rigida

Pensioni ultime notizie: Quota 100 Damiano era meno rigida. Chi è fuori a oggi.

Quota 100 governo e Damiano a confronto


Sul fronte pensioni ultime notizie vertono sulle dichiarazioni di Cesare Damiano. Che rappresentano un’opinione sull’attuale Quota 100 che andrà a delinearsi. Ma anche un promemoria della sua vecchia proposta, il disegno di legge 857 Damiano-Baretta proposto nel 2013; una soluzione decisamente meno rigida per paletti e requisiti rispetto alla Quota 100 che sta per prendere forma. Se a questo si aggiunge che la flat tax è in realtà una misura vantaggiosa solo per i ricchi, l’opinione sul governo Conte è bella che formata.

Pensioni ultime notizie: “Flat tax non è flat tax”

Secondo Luigi Di Maio la flat tax aiuterà i più deboli. Si parla di una tassa piatta che per Damiano, invece, aiuterà i più ricchi. “Si tratta di una misura che, basata su una sola aliquota, toglie ai poveri per dare ai ricchi”. Invero, la flat tax teorizzata da Salvini e Di Maio nel loro programma di governo, è tutto tranne che una flat tax. E Damiano ci tiene a ribadirlo. “Se ci sono le detrazioni, una no tax area per i bassi redditi e più di un’aliquota, allora non è la flat tax”. Tant’è che si parla di “dual tax”, vista la doppia aliquota prevista. Ciò che preme a Damiano sono i termini. “Le parole sono importanti”, avrebbe detto Nanni Moretti. Il rischio di utilizzare terminologie non consone, infatti, rischiano essere solo gli strumenti di una mera propaganda.

Pensioni ultime notizie: Quota 100 troppo rigida per Damiano

Ed è proprio di propaganda che si parla quando si guarda a Quota 100 e a ciò che è diventato. “Se ho come requisito di base un’età anagrafica di 64 anni, la misura restringe la platea dei potenziali fruitori; inoltre è meno vantaggiosa dell’Ape che parte dai 63 anni di età”. L’esponente PD ed ex presidente della Commissione Lavoro alla Camera prosegue a elencare i punti chiave più oscuri. “Se a questo si aggiunge un ventilato ricalcolo contributivo a partire dal 1996 per chi dovesse utilizzare la Quota, saremmo di fronte a un cospicuo taglio dell’assegno pensionistico”.

A questo punto Damiano ricorda la sua vecchia proposta, il DDL 857 formulato con Pier Paolo Baretta. Una proposta, peraltro, che aveva convinto anche alcuni protagonisti del governo attuale, allora all’opposizione e oggi al Governo. “La mia proposta considerava un taglio dell’assegno pensionistico del 2% per un massimo di 4 anni di anticipo della pensione. A quel tempo si ragionava sui 66 anni e 7 mesi-62 anni e 7 mesi”. La penalizzazione arrivava dunque a un massimo dell’8%. Questa penalità avrebbe riguardato solo la componente retributiva dell’assegno; quella contributiva, sarebbe invece dipesa dall’età del pensionamento (prima si va, meno si ha come importo dell’assegno). Al tempo stesso permaneva un incentivo che per chi restava in servizio dopo i 67 anni, una sorta di “superbonus” teorizzato qualche settimana fa per disincentivare il pensionamento immediato.

LO SPECIALE SULLE PENSIONI A QUESTO LINK

Pensioni ultime notizie: “Legge di Bilancio prova del nove”

Per Cesare Damiano le prime vere risposte da questo governo arriveranno con la Legge di Bilancio. A partire da settembre in poi si parlerà seriamente delle misure da inserire nella nuova Manovra. Considerando che c’è un aumento Iva da sterilizzare e delle promesse (molto costose) da mantenere, sarà proprio la Legge di Bilancio “la prova del nove”. Dopotutto il Governo è attualmente “alla disperata ricerca di copertura finanziarie, che non ci sono, per mantenere le promesse elettorali”. E allora si vedrà in quel momento se e come cambieranno gli umori dell’elettorato.

dia risposte ai contenuti della piattaforma unitaria’.

SEGUI TERMOMETRO POLITICO SU FACEBOOK E TWITTER

PER RIMANERE AGGIORNATO ISCRIVITI AL FORUM

ultima modifica: venerdì, 17 Agosto 2018