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pubblicato: venerdì, 21 settembre, 2018

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Aumento Assegno di invalidità con pensione di vecchiaia, importo e requisiti

Assegno di invalidità e pensione di vecchiaia

Aumento assegno di invalidità con pensione di vecchiaia, importo e requisiti.

Pensione invalidità e aumento assegno, l’importo e i requisiti


Parlando di assegno di invalidità e pensione di vecchiaia risulta utile per i lavoratori del settore privato, sia autonomi sia dipendenti, riepilogare la propria situazione. Soprattutto per quanto riguarda i requisiti anagrafici e contributivi necessari affinché l’assegno sopraccitato si trasformi in pensione di vecchiaia. Si tratta di requisiti ancorati alla Legge Fornero attualmente ancora vigente. Questo significa che una volta avvenuta la trasformazione, il requisito sanitario che dà diritto all’assegno di invalidità non dovrà più essere rispettato, vista la conversione in pensione di vecchiaia.

Assegno di invalidità: quando diventa pensione di vecchiaia

Infatti l’assegno di invalidità è un beneficio economico riservato ai lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria Inps. Questo assegno spetta solo previo rispetto di determinati requisiti sanitari. Relativi a una diminuzione della capacità lavorativa uguale a 2/3. Faranno fede anche requisiti contributivi (minimo 36 mesi nei 60 che hanno preceduto la presentazione della domanda). La conversione dell’assegno di invalidità in pensione di vecchiaia sarà invece automatica; ovvero non ci sarà alcun bisogno di presentare apposita domanda. Ovviamente dovranno essere rispettati altri requisiti. Vale a dire il termine dell’attività lavorativa e il rispetto dei requisiti anagrafici contributivi legati alla pensione di vecchiaia. Vale a dire 66 anni e 7 mesi con almeno 20 anni di contributi per il 2018, mentre per il 2019 il requisito anagrafico secondo la Legge Fornero salirà a 67 anni.

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Assegno di invalidità e pensione di vecchiaia: il peso dei contributi figurativi

Chi ancora non ha raggiunto i requisiti contributivi potrebbe contare sui contributi figurativi. A tal proposito La Legge per Tutti fa un esempio pratico, rispondendo alla domanda di un lettore. Quest’ultimo ha avuto l’assegno di invalidità con 15 anni di contributi, mentre per 10 anni non ha lavorato riscuotendo l’importo previsto dall’assegno. “Ai fini del diritto alla pensione di vecchiaia, l’Inps gli accrediterà 25 anni di anzianità contributiva e ciò gli consente di guadagnare la pensione una volta raggiunti i 66 anni e 7 mesi”; che diventeranno, lo ricordiamo, 67 a partire dal 2019. Tuttavia va precisata anche un’altra cosa. “La prestazione per determinare la rata sarà calcolata esclusivamente sui 15 anni effettivamente versati, senza tenere conto dei 10 anni fittizi”.

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