pubblicato: martedì, 25 Settembre, 2018

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Tasse universitarie 2018: esenzione e reddito Isee. Quali sono detraibili

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Tasse universitarie 2018: esenzione e reddito Isee. Quali sono detraibili.

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Si avvicina il momento di versare le tasse universitarie per consentire la prosecuzione degli studi ai propri figli. Ma forse non tutti sanno che in certi casi non si è tenuti a pagare tali tasse. Vi sono infatti delle casistiche particolari che prevedono l’esenzione dal pagamento delle tasse universitarie. Queste ultime possono variare di ateneo in ateneo. E a queste spese vanno aggiunte quelle relative all’imposta di bollo e alla tassa regionale per il diritto allo studio. Andiamo quindi a vedere quali sono i requisiti da rispettare per avere diritto alla detraibilità e all’esenzione dal pagamento delle tasse universitarie.

Tasse universitarie: esenzione per reddito Isee

Il primo caso che permette l’esenzione dal pagamento delle tasse universitarie riguarda il reddito Isee. Non esiste un limite Isee annuo fisso per tutte le università; esiste però una base, dalla quale si può scegliere di far restare tale oppure di elevarla. La soglia Isee base è generalmente di 13 mila euro all’anno, ma alcuni Atenei possono innalzare questo limite. L’esenzione per chi è compreso nelle fasce di reddito Isee prestabilite è valida solo per il primo anno. Per frequentare il primo anno universitario, quindi, bisognerà versare solamente l’imposta di bollo e la tassa regionale per il diritto allo studio che abbiamo citato in precedenza.

Per richiedere l’esenzione per reddito Isee bisognerà presentare apposita documentazione. Questa corrisponde alla Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), richiedibile all’Inps o a un Caf che sia convenzionato con l’università di riferimento. La determinazione del reddito Isee viene effettuata tramite la presentazione di specifici documenti. Dal documento di identità al patrimonio immobiliare del nucleo familiare, passando per quello mobiliare, senza dimenticare la giacenza media sul conto corrente.

Esenzione tasse universitarie: gli altri casi

Ci sono altri casi in cui si è esentati dal pagamento delle tasse universitarie. Questi riguardano in particolar modo problemi di salute; e più nello specifico casi di invalidità o inabilità presenti nel nucleo familiare. Ricordiamo infatti che l’invalidità deve essere almeno del 66% e deve pertanto ridurre la capacità lavorativa del soggetto di 2/3. Se uno dei genitori del nucleo familiare percepisce una pensione di inabilità, ovvero è stato dichiarato totalmente incapace di svolgere qualsiasi attività lavorativa, anche in questo caso lo studente potrà usufruire dell’esenzione.

Ultimo caso in cui è prevista l’esenzione riguarda discorsi meritocratici. Come riporta La Legge Per Tutti, se lo studente si è diplomato alle scuole superiori con 100/100 (alcuni atenei richiedono anche la lode), è esente dal pagamento delle tasse universitarie. Per replicare l’esenzione nel secondo anno, bisognerà aver maturato almeno 10 crediti formativi entro il 10 agosto; mentre per il terzo anno bisognerà aver maturato minimo 25 crediti formativi nei 12 mesi prima del 10 agosto; tale scadenza è fissata nell’anno di iscrizione a quello successivo.

Infine, anche gli studenti stranieri che hanno ottenuto una borsa di studio dal Governo italiano sono esenti dal pagamento delle tasse universitarie.

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Tasse universitarie: detrazione, informazioni utili

Oltre alla possibile esenzione dal pagamento delle tasse universitarie, è possibile portare anche in detrazione queste ultime. Con riferimento alle università statali è infatti possibile usufruire della detrazione Irpef del 19% sulle spese sostenute alle tasse d’iscrizione; ai costi relativi al rilascio della pergamena di laurea; nonché per l’iscrizione ai test d’ingresso universitari e a eventuali trasferimenti di università. Per quanto riguarda le università private vi sono invece delle regolamentazioni specifiche stabilita da ogni ateneo e che bisogna rispettare per ottenere le eventuali detrazioni a cui si ha diritto.

Il limite massimo delle spese detraibili viene stabilito ogni anno dal Miur con apposito decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

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