pubblicato: mercoledì, 19 Set, 2018

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Bolletta luce, gas, acqua e internet: stop al cartaceo. Il piano di Poste Italiane

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Bolletta luce, gas, acqua e internet: stop al cartaceo. Il piano di Poste Italiane

Bollette cartacee, ecco il piano di Poste


Scontro tra Poste Italiane e Agcom. Motivo del contendere? Il nuovo piano di Poste per le famiglie italiane. Nello specifico, l’azienda vorrebbe che tutte le società che forniscono luce, gas, acqua, telefono-internet inviassero le bollette alle Agenzia delle Entrate. Quindi, il Fisco le custodirebbe in un apposito portale; solo accedendo a quest’ultimo gli utenti potranno visionarle e quindi pagarle. Insomma, niente più bollette in formato cartaceo; tuttavia, si potranno ancora ricevere – anche via mail – a patto di farne richiesta. L’unica bolletta con valore legale, però, sarebbe quella rintracciabile sul sito delle Entrate.

Bolletta luce, gas, acqua e internet: stop al cartaceo. Il piano di Poste Italiane

Poste ha reso nota la sua proposta in un recente incontro con il garante per le comunicazioni. Innanzitutto, sarebbe l’articolo 1 comma 909 della Legge di Bilancio 2018 a imporre l’obbligo delle bollette digitali. Per cui dal primo di gennaio 2019, i consumatori dovrebbero fare i conti con questa importante novità. D’altra parte, sarebbe un ampliamento del sistema che già regola i rapporti tra imprese e Pubblica Amministrazione: cioè, con le fatture che vengono inviate al sistema di interscambio dell’Agenzia delle Entrate.

Il Garante ha ricevuto l’incarico di assicurare la certezza della data di spedizione agli utenti sempre dalla Legge di Bilancio. Ciò in seguito alle numerose problematiche relative ai ritardi nella consegna delle bollette alle famiglie. Detto ciò, alla proposta di Poste, l’AgCom ha risposto che il sistema di fatturazione elettronica in questo momento si applica a un ristretto numero di utenti (circa 6 milioni di partite Iva). Inoltre, bisogna considerare che i regolamenti ancora impongono la fatturazione in formato cartaceo per l’utenza retail.

Considerando queste premesse, il Garante propone, invece, una soluzione più semplice. Gli operatori postali – tutte le società di consegne, non solo Poste – dovranno apporre la data di spedizione sulla busta nel giorno in cui gli viene recapitata. In tal modo, si potranno individuare con più facilità i responsabili dei ritardi nella consegna al recapito.

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