pubblicato: mercoledì, 12 settembre, 2018

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Prescrizione cartella Irpef: come funziona e quando scatta

Prescrizione cartella Irpef

Prescrizione cartella Irpef: come funziona e quando scatta

Prescrizione cartelle, conseguenze e per chi è


L’Irpef è una tassa che pagano tutti i contribuenti o meglio è una tassa che pagano tutti i contribuenti che percepiscono un reddito. Chi svolge un lavoro di qualunque tipo o percepisce ricchezza da un’altra fonte deve versarla; solo se il reddito è inferiore a determinate soglie le detrazioni riducono, fino a eliminarla, l’imposizione fiscale. Se il mancato versamento è di particolare entità la legge prescrive anche il pignoramento dei beni. Tuttavia, può capitare che l’esattore non segnali l’irregolarità; superato un certo periodo scatta la prescrizione. Quindi, il contribuente non deve più pagare il debito.

Prescrizione cartella Irpef: come funziona e quando scatta

Mancato versamento dell’Irpef; esistono 3 tipologie per cui sono previste sanzioni differenti. Infatti, in caso di “omissione della dichiarazione dei redditi” la penale scatta superati i 50mila euro. Invece, in caso di “dichiarazione infedele” – errata o mancata indicazione dei redditi percepiti – la penale arriva quando l’evasione supera i 150mila euro e i redditi non dichiarati superano il 10% del totale fino a 3 milioni di euro. Sanzioni anche se viene omesso solo il pagamento dell’Irpef; nel senso che la dichiarazione è corretta ma poi non si procede con il pagamento di quanto dovuto.

Ora, al mancato versamento dell’Irpef di norma segue un avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Dunque, il contribuente ha 60 giorni per pagare o fare ricorso e vincerlo; in caso contrario inizia la procedura di riscossione che può comprendere anche il pignoramento, il fermo o l’ipoteca di beni. D’altra parte, le tempistiche legate alla spedizione delle cartella esattoriale possono richiedere anni; con il passare del tempo potrebbe maturare il periodo minimo per la prescrizione.

La prescrizione dell’Irpef scatta dopo 10 anni, anche se alcuni tribunali hanno abbassato a 5 anni il periodo della prescrizione. Ciò in base all’interpretazione di una norma del codice civile che indica in tale periodo la prescrizione per i debiti che si devono pagare con periodicità. Il cronometro comincia a correre dall’anno successivo a quello per cui la tassa è dovuta. Ogni volta che si riceve un avviso di pagamento bisogna ricominciare a contare dall’inizio.

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