pubblicato: mercoledì, 12 settembre, 2018

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Bollo auto 2018: fermo amministrativo e ricorso, si può circolare?

Bollo auto 2018: fermo amministrativo ricorso

Bollo auto 2018: fermo amministrativo e ricorso, si può circolare?

Il fermo amministrativo è un provvedimento che può seguire il mancato pagamento del bollo auto e sua relativa notifica al soggetto debitore. Con il fermo amministrativo, il veicolo per cui non è stata pagata l’imposta, non può circolare. Va comunque precisato che possono esserci delle eccezioni, come nel caso di veicolo strumentale e dunque finalizzato allo svolgimento dell’attività lavorativa; indispensabile dunque per guadagnare liquidità, parte della quale dovrebbe essere convertita nel pagamento del debito richiesto. Questa eccezione deve comunque essere opportunamente provata.

Bollo auto 2018: fermo amministrativo, come funziona

Secondo la legge il fermo amministrativo è un provvedimento agito su un bene, impedendone così la fruizione. In caso di fermo amministrativo di un veicolo a causa di un bollo non pagato, l’auto non potrà più circolare. Qualora il soggetto debitore circolasse liberamente con il veicolo sottoposto a fermo amministrativo, se fermato, potrebbe incappare in sanzioni pesanti; sia sotto l’aspetto economico, sia sotto quello amministrativo. Oltre alla multa salata, il soggetto debitore si vedrebbe confiscato il veicolo.

Si ricorda che per arrivare al fermo amministrativo deve essere svolta una specifica procedura. Che parte con la notifica da parte dell’ente creditore di una intimazione di pagamento al soggetto debitore. Questi avrà dunque 60 giorni di tempo per mettersi in regola. Qualora non lo faccia, l’ente creditore notificherà al soggetto un preavviso di fermo amministrativo; condizione essenziale affinché il fermo amministrativo diventi definitivo. Una volta ricevuto tale preavviso, infatti, il soggetto avrà 30 giorni di tempo per saldare il debito. Se non dovesse rispettare neppure questa scadenza, il fermo amministrativo diventerebbe effettivo.

Bollo auto 2018 e fermo amministrativo: come fare ricorso

Il preavviso di fermo amministrativo e il fermo stesso possono essere contestati dal soggetto. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione Sez. Unite con la sentenza n. 679/2010, prendendo a riferimento la giurisprudenza antecedente. Il soggetto che si senta dalla parte della ragione (per mancata notifica di cartella esattoriale, ad esempio, o mancato preavviso) può effettuare ricorso.

Come scrive Studio Cataldi, “la competenza a ricevere l’eventuale ricorso avverso il fermo amministrativo del veicolo non è univoca; ma varia a seconda di quale sia la natura del debito presupposto al provvedimento. Ad esempio, ci si deve rivolgere al giudice tributario in caso di debiti inerenti tasse, imposte o tributi. E al giudice ordinario in caso di sanzioni per violazioni del codice della strada o per debiti Inps”.

Fermo amministrativo illegittimo: come evitare le ganasce.

Bollo auto 2018 e fermo amministrativo: si può circolare dopo il ricorso?

Un’auto con fermo amministrativo non può circolare, né essere demolita, né essere esportata all’estero. Dunque la logica vuole che anche nel caso in cui si faccia ricorso, risultando il veicolo ancora in stato di fermo amministrativo, non possa circolare. Solo una volta che il ricorso abbia avuto effetto positivo e l’auto esca dunque dai confini delle ganasce fiscali, potrà circolare liberamente senza incorrere in multe e altri tipi di sanzioni.

Di contro, il veicolo può circolare solo se il soggetto che intenda saldare il proprio debito, magari tramite apposita rateizzazione, paghi completamente la prima rata. A questo punto il soggetto potrà richiedere la sospensione del fermo e quindi tornare a circolare con la propria auto. Va comunque ricordato che sospensione non equivale a cancellazione. Quest’ultima sarà attuata solo al pagamento di tutte le rate comprese nel piano e quindi all’estinzione del debito.

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