pubblicato: venerdì, 28 settembre, 2018

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WhatsApp: dati venduti a Facebook, l’ammissione di un fondatore

WhatsApp: dati venduti a Facebook, l'ammissione di un fondatore

WhatsApp: dati venduti a Facebook, l’ammissione di un fondatore

Questo che state per leggere non è il solito articolo sulle novità di WhatsApp. Nemmeno nessun nuovo metodo per fare cose vi sarà rivelato. Parleremo piuttosto delle rivelazioni che uno dei fondatori di questa applicazione ha confidato alla stampa. Brian Acton ha rivelato che WA ha venduto i nostri dati a Facebook, ma perché e soprattutto per quale utilizzo? Scopriamolo insieme.

WhatsApp: come Facebook fa soldi

Acton insieme a Jan Koum è il principale responsabile della morte degli sms. La loro app innovativa infatti ha cambiato il modo di comunicare delle persone. Ad oggi WA raccoglie 1,5 miliardi di utenti, Facebook l’ha acquisita nel 2014 per 22 miliardi.

L’app allora era ancora a pagamento, oggi è gratuita. I due sviluppatori avevano promesso all’utenza che non avrebbero mai e poi mai cercato di far soldi attraverso annunci pubblicitari. Tuttavia questa promessa è stata in parte tradita. In una lunga intervista a Forbes Acton ha svelato il modo attraverso il quale Mark Zuckerberg aveva deciso di fare soldi con Facebook. In due parole: annunci pubblicitari. Acton ha lasciato da tempo WhatsApp e Koum ci ha pensato (forse) spesso e volentieri. Intanto dal caso di Cambridge Analytica qualcosa è cambiato.

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Dunque, secondo la versione di Acton, circa due anni fa Facebook avrebbe detto come voleva far interagire tra loro i dati degli utenti di Facebook e di WhatsApp. Nel 2018 l’applicazione ha rilasciato una versione Business che permette alle aziende di mandare messaggi ai propri utenti, messaggi di natura non promozionale. Tuttavia si vocifera che nel 2019 saranno inseriti banner pubblicitari, adv e inserzioni provenienti da Facebook nella sezione stato di WhatsApp.

Brian Acton ha poi affermato di aver rilasciato i dati degli utenti a Facebook e di convivere con questo senso di colpa ogni giorno. “Alla fine ho venduto la privacy dei miei utenti per avere maggiori vantaggi” è quello che afferma Acton. L’incrocio di dati che Facebook vuole attuare è stato stoppato dall’Unione Europea ma difficilmente non avverrà. Intanto anche i pezzi grossi di Instagram lasciano a causa di un rapporto conflittuale con Mark Zuckerberg. Coincidenze?

Francesco Somma

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