08/11/2018

Bonus assunzioni 2019: 8 mila euro per contratto tempo indeterminato

autore: Guglielmo Sano
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Bonus assunzioni 2019: 8 mila euro per contratto tempo indeterminato

Bonus assunzioni 2019, i provvedimenti


Dal primo gennaio al 31 dicembre 2019, sgravi fiscali fino a 8mila euro per i datori di lavoro che assumeranno a tempo indeterminato laureati o dottori di ricerca. La misura è inclusa nell’ultima bozza della manovra; in pratica, si tratterà di un incentivo da erogare come esonero dal versamento dei contributi previdenziali per 12 mesi dall’assunzione e per un massimo di 8mila euro per ciascun nuovo assunto. Da segnalare, però, che sono esclusi i contributi e i premi Inail.

Detto ciò, il bonus riguarderà le assunzioni a tempo indeterminato esclusivamente di giovani che abbiano conseguito la Laurea Magistrale tra il primo gennaio 2018 e il 30 giugno 2019. Sarà però necessario conseguito il titolo con una votazione pari a 110 e lode entro la durata legale del corso di studi e prima del compimento del trentesimo anno d’età. Il titolo, inoltre, deve essere conseguito presso università statali o meno legalmente riconosciute. Sarà valido anche il titolo conseguito all’estero, se equipollente. Sono escluse le università telematiche.

Con le stesse modalità (scadenze, università, etc…), l’agevolazione riguarda anche chi ha conseguito un dottorato di ricerca entro il trentaquattresimo anno d’età.

Bonus assunzioni 2019: anche in caso di trasformazione e part-time

Inoltre, è possibile usufruirne anche in caso di assunzione con orario parziale a patto che il contratto sia sempre di tipo subordinato a tempo determinato. D’altro canto, in questo caso anche l’importo massimo dello sconto fiscale sarà ridotto in modo proporzionale. Infine, l’esonero dal pagamento dei contributi riguarda anche i contratti che da tempo determinato sono diventati a tempo indeterminato tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2019 se si era in possesso dei requisiti necessari alla data della trasformazione.

Il governo ha messo sul piatto 35 milioni per il 2019 e la stessa cifra per il 2020. Previste anche delle regole “anti-abuso”; infatti, l’esonero non riguarderà i contratti per lavoro domestico; poi non ne potranno usufruire i datori di lavoro che nei 12 mesi precedenti all’assunzione hanno effettuato licenziamenti nella stessa unità produttiva per cui vorrebbero assumere nuovo personale, anche in caso di licenziamenti per giustificato motivo (individuali o collettivi).

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Autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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