02/05/2019

Certificato malattia e visita fiscale Inps dopo le ferie. Cosa evitare?

autore: Guglielmo Sano
Certificato malattia e visita fiscale Inps dopo le ferie. Cosa evitare?
Certificato malattia e visita fiscale Inps dopo le ferie. Cosa evitare?

Visita fiscale dopo le ferie è possibile?


Se un lavoratore si mette in malattia proprio dopo aver trascorso un periodo in ferie potrebbe risultare “ sospetto”? Qualcuno ritiene di sì; insomma, potrebbe sorgere il dubbio che abbia scelto di prolungare la vacanza sfruttando le assenze garantite in caso di malattia. Ora, nel caso in cui un lavoratore tenga un simile comportamento rischia qualcosa? Delle sanzioni, per esempio? O il  licenziamento, addirittura?

Certificato malattia: la procedura è sempre la stessa?

Nessuno sceglie quando ammalarsi; ciò per dire che un lavoratore può ammalarsi, appunto, in qualsiasi momento, anche dopo un periodo di ferie. Detto questo, per richiedere un periodo di assenza per malattia la procedura è sempre la stessa, per quanto “sospetta” tale richiesta possa essere; in poche parole, bisogna avvertire il proprio datore di lavoro, quindi, presentargli il certificato medico. Sarà lo stesso medico a redigere il certificato di malattia, in cui quantifica la durata dell’ assenza, per poi inviarlo all’Inps via telematica. Al lavoratore spetterà soltanto la comunicazione del numero di protocollo del certificato al datore di lavoro.

Certificato malattia: cosa si rischia certificando il falso?

Se il lavoratore non attua spesso dei comportamenti “ sospetti”, difficilmente creerà dei dubbi al datore di lavoro sulla veridicità della sua richiesta di assentarsi poiché malato. Al contrario, tanto più si richiede la malattia in corrispondenza di ponti, festività varie e periodi di ferie, tanto più si alimenteranno i dubbi del datore di lavoro sull’attuazione di un comportamento scorretto. I rischi legati a tale condotta sono insiti nel rispetto o meno delle fasce orarie in cui potrebbe svolgersi la visita fiscale; in pratica, non essere reperibili comporta delle sanzioni per il lavoratore, sanzioni che possono consistere nella riduzione temporanea dello stipendio ma anche nel licenziamento per giusta causa.

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Autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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