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Pranzo Santo Stefano 2018: menù, cosa si mangia e come risparmiare

Pranzo Santo Stefano 2018: menù, cosa si mangia e come risparmiare
Pranzo Santo Stefano 2018: menù, cosa si mangia e come risparmiare

Cosa si mangia a Santo Stefano 2018


Una cosa è certa: che siate del Nord, Sud o Centro a Santo Stefano si arriva appesantiti dopo i pranzi e cene dei due giorni precedenti, il che lo rende il giorno festivo di recupero per eccellenza. La giornata, infatti, non si festeggia a causa della ricorrenza del Santo martire, bensì perché nel 1949 lo Stato italiano ha deciso di prolungare i festeggiamenti natalizi aggiungendo un giorno dopo Natale.

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Pranzo Santo Stefano: diverse tradizioni

Quello che cambia di famiglia in famiglia è come decidiamo di trascorre questa giornata di riposo. Soprattutto che cosa vogliamo mangiare e in che quantità. La rivista Pianeta Donna offre qualche idea di menù in linea con la volontà di non volersi appesantire ulteriormente e che non richiede nemmeno grandi sforzi culinari da parte dei padroni di casa. La soluzione è quella di utilizzare gli avanzi dei giorni precedenti per creare qualcosa di più semplice (come polpette, tortino di riso, frittata di pasta, bruschette e tartine) oppure scegliere tra proporre antipasto o una prima portata accompagnata da un secondo di pesce, decisamente più leggero degli arrosti di carne.

La soluzione non è presa in considerazione al Sud. Soprattutto la situazione cambia se ci si sposta in Campania. Soprattutto a Napoli, dove anche il pranzo di Santo Stefano ha le sue regole e piatti tradizionali. Sempre grazie a Pianeta Donna possiamo valutare la proposta campana formata da: antipasto di affettati e formaggi tipici, minestra maritata che è appunto una minestra che unisce diversi tipi di carne e verdure di stagione e, per concludere, pasta al ragù napoletano.

Pranzo Santo Stefano: risparmiare sul menù è possibile

Considerata un’impresa più fantastica che altro, la possibilità di risparmiare qualcosina sul menù è possibile. Come? Secondo gli esperti il ‘trucco’ sta nello scegliere con cura il canale di vendita e i prodotti.

Resta tutto nello stabilire, innanzitutto, una lista ben dettagliata di prodotti necessari, per evitare di effettuare spese superflue (qualche promozione che al momento sembrava un vero affare) o di essere persuasi a comprare beni che in realtà non servono. Va fatta anche attenzione al luogo in cui si acquistano i prodotti poiché non tutti saranno in sconto e alle quantità e scadenze di ciò che si intende comperare.

Sabrina Badalotti

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ultima modifica: mercoledì, 26 Dicembre 2018