Pubblicato il 02/05/2019

Pensione di cittadinanza e maggiorazione invalidità, i requisiti e le fasce

autore: Daniele Sforza
Pensione di cittadinanza maggiorazione invalidità
Pensione di cittadinanza e maggiorazione invalidità, i requisiti e le fasce

Requisiti e fasce maggiorazione pensione


Il decreto contenente le misure sulla pensione di cittadinanza lascia aperti ancora alcuni spiragli che danno adito a dubbi e richieste di chiarimenti. Alcuni di questi riguardano l’integrazione delle pensioni e in particolare la maggiorazione sulla pensione di invalidità. A chi spetta l’aumento, quali sono i requisiti e le fasce in cui si rientra nell’integrazione sancita dalla pensione di cittadinanza? Cerchiamo, ove possibile, di fornire qualche chiarimento.

Pensione di cittadinanza e maggiorazione invalidità: le questioni

Ci scrive un utente. “Vi scrivo perché ho visto che vi occupate di approfondire il tema riguardante la pensione di cittadinanza e vorrei porvi alcune domande al riguardo perché sono andato sul sito del governo dove spiega la questione sulla pensione di cittadinanza, ma ci sono alcuni dettagli che non vengono spiegati. Le mie domande sono le seguenti:

  • Con il decreto che è stato approvato ieri l’integrazione a 630 per chi non ha spese né di mutuo e né di affitto avverrà anche per chi percepisce l’indennità di accompagnamento?
  • L’integrazione delle pensioni avviene per tutti gli invalidi o solo per chi è invalido al 100%?
  • I requisiti di reddito per avere l’integrazione della pensione a 630 o a 780 euro per chi è oinvalido al 100% sono sempre gli stessi? Si guarda solo il reddito personale CUD che non deve superare i 16.000 euro o si prende in considerazione anche in questo caso di altri CUD o dell’Isee. E se sì quali sono i limiti di reddito?

Vi ho posto queste 3 domande perché nelle 34 pagine che ci sono sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri questi minimi dettagli non vengono spiegati e ve lo chiedo a voi perché ho visto che siete persone esperte”.

Cerchiamo di rispondere ai 3 quesiti posti dal nostro lettore.

Pensione di cittadinanza e indennità di accompagnamento: come funziona

La pensione di cittadinanza 2019 spetta a tutti i pensionati che percepiscono un assegno inferiore a 780 euro mensili. Quello è il limite oltre il quale non si avrebbe diritto all’integrazione. La pensione di cittadinanza spetterà dunque anche ai titolari di pensione di invalidità civile, a chi percepisce le pensioni minime e l’assegno sociale e in generale a tutti i pensionati che percepiscono un assegno inferiore alla succitata soglia. L’integrazione avverrà aggiungendo a quanto si percepisce mensilmente il residuo necessario per arrivare a 780 euro mensili. Il diritto dipenderà tuttavia dal possesso dei requisiti richiesti.

Pensione di cittadinanza e integrazione invalidità: a chi spetta

Come scritto sopra la pensione di cittadinanza spetta a tutti quei pensionati che vivono in stato di povertà e percepiscono dunque un assegno inferiore a 780 euro al mese. Ciò vale anche per i titolari di invalidità civile che percepiscono la relativa pensione. L’integrazione non varia in base alla percentuale di invalidità, bensì all’importo che si riceve mensilmente.

A differenza di come si poteva originariamente pensare con l’aumento delle minime, l’assegno di invalidità, il cui importo ammonta a 285,66 euro mensili, non subirà alcun incremento ulteriore. L’integrazione con la pensione di cittadinanza avverrà solo nel rispetto dei requisiti richiesti per l’accesso alla misura. Quindi gli invalidi in stato di povertà in possesso dei requisiti potranno avere l’integrazione fino a 780 euro mensili.

Pensione di cittadinanza 2019: requisiti

Naturalmente, per avere diritto a questa pensione, bisognerà essere in possesso di determinati requisiti.

  • Valore Isee inferiore a 9.360 euro;
  • Valore patrimonio immobiliare inferiore a 30.000 euro (esclusa l’abitazione principale);
  • Patrimonio mobiliare: valore inferiore a 6.000 euro. +2.000 euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo fino a un massimo di 10.000 euro. +1.000 euro per ogni figlio successivo al secondo. +5.000 euro per ogni componente con disabilità;
  • Valore reddito familiare inferiore a 7.560 euro (9.360 euro se il nucleo familiare vive in affitto);
  • Non essere intestatari di veicoli (fino a 1600 cc) immatricolati nei 6 mesi precedenti o motoveicoli (fino a 250 cc) immatricolati nei 2 anni antecedenti. Fanno eccezioni i veicoli che fruiscono delle agevolazioni fiscali per i soggetti con disabilità. Non essere intestatari di navi e imbarcazioni di diporto.

Queste sono condizioni necessarie per avere accesso alla pensione di cittadinanza. Uno sguardo particolare è stato comunque aggiunto nella versione finale del testo per i soggetti disabili, per i quali è prevista una maggiorazione nel valore del patrimonio mobiliare e l’esclusione dalla firma relativa al Patto per l’Inclusione.

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Autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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