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Influenza febbraio-marzo 2019: virus resiste al vaccino, ultimo picco

Influenza febbraio-marzo 2019: virus resiste al vaccino, ultimo picco
Influenza febbraio-marzo 2019: virus resiste al vaccino, ultimo picco

Picco influenza a marzo 2019


Il vaccino anti-influenzale non ha funzionato perfettamente quest’anno; i dati riferiscono, infatti, come molti vaccinati abbiano comunque sviluppato la sindrome influenzale. In alcuni casi, le complicazioni della patologia hanno richiesto anche il ricovero in ospedale.

Influenza febbraio-marzo 2019: mutazioni del virus o problemi del vaccino?

La copertura offerta dal vaccino influenzale quest’anno non è stata totale; quindi, l’unità microbiologica dell’Usl di Treviso ha deciso di condurre uno studio sul vaccino anti-influenzale per capire cosa non è andato per il verso giusto. Isolati 50 ceppi del virus H3N2 prelevati da pazienti che si sono ammalati nonostante la somministrazione del vaccino.

A riferire lo scopo della ricerca Roberto Rigoni, direttore del dipartimento di Patologia Clinica e responsabile della ricerca: “Vogliamo capire perché alcune persone vaccinate hanno sviluppato comunque l’infezione e capire se ci sono state delle mutazioni genetiche a livello locale o se è il vaccino che non ha garantito la copertura. Abbiamo congelato tutti i ceppi che abbiamo isolato di H3N2 da pazienti vaccinati”.

Detto ciò, bisogna ricordare che nessun vaccino fornisce una protezione totale della malattia; tuttavia, sottolineano dalla stessa Usl, solo nel trevigiano, le coperture permettono di evitare 200 morti e 400 morti in media ogni anno.

Influenza febbraio-marzo 2019: l’ultimo colpo di coda

Al di là dei problemi di copertura, la Federazione Italiana dei Medici Pediatri non nasconde la propria preoccupazione per l’ultimo colpo di coda stagionale del virus dell’influenza. Complici anche gli sbalzi di temperatura avvenuti in queste settimane, soprattutto, in alcune regioni italiane, ancora sono tantissimi gli italiani a letto.

D’altra parte, i soggetti più a rischio sono sempre i più piccoli e, nel 2019, ciò è sembrato ancora più vero del solito. “Se negli adulti il virus è stato tutto sommato nella media – ha spiegato il vicepresidente Fimp Antonio D’Avino – nei bimbi al di sotto di un anno si è invece mostrato estremamente aggressivo”.

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ultima modifica: giovedì, 28 Marzo 2019