02/05/2019

Conto corrente dedicato 2019: come funziona e a chi è rivolto

autore: Guglielmo Sano
Conto corrente dedicato 2019: come funziona e a chi è rivolto
Conto corrente dedicato 2019: come funziona e a chi è rivolto

Cos’è il conto corrente dedicato


Il conto corrente dedicato è un prodotto finanziario che è necessario aprire in alcune particolari situazioni. In generale, serve per limitare i casi di corruzione ed evasione fiscale ma anche e soprattutto per contrastare le infiltrazioni mafiose nelle gare d’appalto.

Conto corrente dedicato 2019: cosa dice la legge?

È la legge 136/2010 a fornire il riferimento normativo in questo senso. Dunque, con essa si dispone che “gli appaltatori, i subappaltatori e i subcontraenti della filiera delle imprese nonché i concessionari di finanziamenti pubblici anche europei a qualsiasi titolo interessati ai lavori, ai servizi e alle forniture pubblici devono utilizzare uno o più conti correnti bancari o postali, accesi presso banche o presso la società Poste italiane S.p.a., dedicati, anche non in via esclusiva, fermo restando quanto previsto dal comma 5, alle commesse pubbliche”.

Insomma, la previsione di un conto corrente dedicato è nelle intenzioni del legislatore volto a migliorare la trasparenza di alcune delicate operazioni in cui vengono movimentati denari pubblici. Sul suo sito l’ANAC, l’ente anti-corruzione, appunto spiega come la ratio dell’attuale normativa sia quella di “anticipare, il più a monte possibile, la soglia di prevenzione, creando meccanismi che consentano di intercettare i fenomeni di intrusione criminale nella contrattualistica pubblica”. Per realizzare e consentire “un controllo a posteriori sui flussi finanziari provenienti dalle amministrazioni pubbliche”.

Conto corrente dedicato 2019: il caso dei notai

Anche i notai sono obbligati per effetto della Legge sulla Concorrenza ad aprire, al concretizzarsi di una compravendita immobiliare, un conto corrente dedicato. Servirà al versamento della liquidità e delle tasse relative alla compravendita. In questo modo l’acquirente, nel caso in cui la compravendita non vada a buon fine, potrà recuperare più facilmente la somma versata. Naturalmente, su un conto corrente appositamente dedicato, la somma versata per la compravendita deve rimanere dal momento del rogito a quello della trascrizione dell’atto.

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Autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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