02/05/2019

Bollo auto 2019: fermo amministrativo, costi e cos’è. La guida ACI

autore: Daniele Sforza
Bollo auto 2019 fermo amministrativo
Bollo auto 2019: fermo amministrativo, costi e cos’è. La guida ACI

Guida ACI sul fermo amministrativo


Si deve pagare il bollo auto 2019 se il nostro veicolo è in fermo amministrativo? Per rispondere a questa domanda e saperne un po’ di più sul fermo amministrativo fiscale, prendiamo come riferimento la guida dell’ACI, riepilogandone gli aspetti principali e i punti più importanti. Tutto quello che bisogna sapere sul fermo amministrativo fiscale: cos’è, quando arriva e quali sono i costi.

Bollo auto 2019: fermo amministrativo, cos’è

Il fermo amministrativo di natura fiscale è un provvedimento tramite il quale le Amministrazioni o gli Enti competenti agiscono per il recupero delle somme dovute ma non ottenute dai debitori tramite il concessionario della riscossione. Nel caso di un bollo auto non pagato, pertanto, l’Amministrazione o l’Ente competente può corrispondere alla Regione o all’Agenzia delle Entrate (quest’ultima nei casi in cui il bollo auto non è versato alla Regione).

Di conseguenza, come ricorda l’Aci, “il concessionario della riscossione può disporre il fermo dei veicoli intestati al debitore tramite iscrizione del provvedimento di fermo nel Pubblico Registro Automobilistico”. Dall’iscrizione presso il PRA, la disponibilità del veicolo è limitata fino al saldo del debito da parte del contribuente. Quest’ultimo sarà tenuto quindi a cancellare il fermo amministrativo per togliere la limitazione della disponibilità sulla sua auto.

Bollo auto 2019: come e dove cancellare il fermo amministrativo fiscale

Una volta che il bollo auto 2019 è stato pagato e il debito è stato saldato, bisognerà procedere con la cancellazione del fermo amministrativo. Tale azione si può eseguire presso l’unità territoriale ACI – PRA di competenza o presso una delegazione ACI. Per procedere con la cancellazione bisognerà presentare apposita documentazione.

  • Il provvedimento di revoca (versione originale) che è rilasciato dal concessionario della riscossione dopo il saldo del debito.
  • Il Certificato di Proprietà cartaceo o il Foglio Complementare. In quest’ultimo caso bisognerà utilizzare il Modello NP-3 che avrà il ruolo di nota di richiesta. Nel primo caso, sarà lo stesso CdP a fungere da nota di richiesta.

Una volta cancellato il fermo amministrativo, sarà rilasciato al soggetto un nuovo Certificato di Proprietà Digitale.

Fermo amministrativo 2019: i costi

La cancellazione del fermo amministrativo prevede anche dei costi, traducibili nelle spese per l’acquisto dell’imposta di bollo.

  • 32 euro: CdP o CDPD usato come nota di richiesta;
  • 48 euro: Modello NP-3 utilizzato come nota di richiesta.

Fermo amministrativo: come verificarne l’iscrizione

Può anche capitare che un soggetto non sia ancora a conoscenza che sul proprio veicolo sia stato iscritto un fermo amministrativo. In questo caso sarà comunque possibile verificare la fattispecie. Occorrerà semplicemente chiedere una visura della targa del veicolo: questa illustrerà infatti le principali informazioni giuridico-patrimoniali del veicolo attuali. Il costo varia in base al canale della richiesta.

  • Unità territoriale ACI – PRA: 6 euro;
  • Servizio Online Visurenet ACI: 8,81 euro.

Bollo auto 2019 e fermo amministrativo: i casi particolari

Mettiamo il caso abbiate già pagato il bollo auto e la somma richiesta si riferisca quindi a una somma già versata. Insomma, siete in regola, ma sul vostro veicolo è stato comunque iscritto un fermo. In questo caso, chiarisce l’ACI, il concessionario della riscossione provvede direttamente a richiedere al PRA la cancellazione gratuita dell’iscrizione del fermo.

Infine, in caso di vendita del veicolo prima dell’iscrizione del fermo amministrativo (con atto di vendita autenticato che attesti quindi la data antecedente al fermo), anche in questo caso il concessionario della riscossione sarà tenuto a cancellare il fermo dagli archivi del PRA.

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Autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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