Pubblicato il 20/03/2019 Ultimo aggiornamento: 22 Marzo 2019 alle 12:15

Marcello De Vito arrestato: moglie, M5S e chi è. Di cosa è accusato

autore: Daniele Sforza
Marcello De Vito arrestato
Marcello De Vito arrestato: moglie, M5S e chi è. Di cosa è accusato

Marcello De Vito è stato arrestato nella mattina di mercoledì 20 marzo a seguito di un’indagine per corruzione e traffico illecito di influenze nell’ambito della vicenda sullo stadio della Roma. Andiamo a vedere chi è Marcello De Vito, la sua esperienza politica fino a oggi e di cosa è accusato.

Chi è Marcello De Vito: il cv dell’ex candidato a sindaco di Roma

Sulla piattaforma Rousseau è possibile consultare alcune informazioni sul curriculum vitae di Marcello De Vito e sulle sue esperienze di attivista e di politico. De Vito è nato il 23 luglio 1974 a Roma. Si laurea in giurisprudenza nel maggio del 2000, per poi avviare la pratica forense presso due noti studi legali della capitale. A gennaio 2004, scrive De Vito, supera la prima prova all’esame di abilitazione alla professione forense, vantando il punteggio di 265, tra i più alti della commissione esaminatrice. Si specializza in diritto civile e amministrativo.

Chi è Marcello De Vito: l’esperienza di attivista e politico

Marcello De Vito decide di entrare a far parte del Movimento 5 Stelle a quasi 38 anni, e più precisamente il 25 aprile del 2012. La sua decisione è dettata da una frase dell’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che aveva affermato come non si dovesse dare troppo spazio al “demagogo di turno”.

Nel 2013 si candida a sindaco per la città di Roma, sfidando Ignazio Marino, Gianni Alemanno e Alfio Marchini. Arriva terzo, con il 12,4% delle preferenze. Nelle primarie del M5S finisce secondo preceduto da Virginia Raggi. Nel 2016 ottiene 6.451 voti che lo conducono a presiedere l’Assemblea Capitolina. Da quel momento fu soprannominato “Mr. Preferenze” all’interno del M5S.

Marcello De Vito è sposato con l’avvocato civilista Giovanna Tadonio.

Marcello De Vito arrestato: di cosa è accusato

L’inchiesta ha portato a scoprire un giro di corruzione per agevolare alcuni provvedimenti amministrativi legati alla costruzione dello stadio della Roma e ad altri progetti immobiliari, come riporta Il Fatto Quotidiano. Tra questi anche un albergo nelle zone limitrofe all’ex stazione di Trastevere e la riqualificazione dei Mercati Generali in via Ostiense. Tra i nomi degli arrestati spicca anche l’avvocato Camillo Mezzacapo. Il Fatto, riportando le parole della giudice per le indagini, cita un “vero e proprio sodalizio” tra De Vito e Mezzacapo. “Nelle intercettazioni captate dai carabinieri emerge volontà di sfruttare il ruolo pubblico di De Vito per fini privatistici e ottenere lauti guadagni”. Per queste ragioni “De Vito ha messo a disposizione la sua pubblica funzione per assecondare interessi di natura privatistica facenti capo al gruppo Parnasi”.

Nessuno sconto. A Roma non c'è spazio per la corruzione. Chi ha sbagliato non avrà alcuno sconto da parte di questa…

Gepostet von Virginia Raggi am Mittwoch, 20. März 2019

Marcello De Vito e i contrasti con la Raggi

Considerato tra gli esponenti più ortodossi del Movimento e vicino alla Lombardi, recentemente ha criticato anche il sindaco Virginia Raggi. Il sodalizio tra i due non è mai stato molto serrato, a partire proprio dalle primarie per il Campidoglio. La stessa Raggi ha scritto un post su Facebook relativo all’arresto di De Vito. “Nessuno sconto. A Roma non c’è spazio per la corruzione. Chi ha sbagliato non avrà alcuno sconto da parte di questa amministrazione. La notizia dell’arresto di Marcello De Vito è gravissima”. Il sindaco ripone quindi la piena fiducia nella magistratura. “Una cosa è certa: nessuna indulgenza per chi sbaglia. Ho dichiarato guerra alla corruzione e respinto i tentativi di chi vuole fermare l’azione di pulizia che portiamo avanti”.

Marcello De Vito e la dichiarazione d’intenti

Sul profilo di De Vito disponibile sulla piattaforma Rousseau spicca ancora la sua dichiarazione d’intenti. “L’onestà andrà di moda”, si legge. “La mia attività sarà pubblica e trasparente. Cercherò di lavorare al meglio in gruppo, esaltando il senso di squadra del M5S. Metterò onestà e coraggio, perché ci scontreremo con poteri forti”.

Poi, entrando più nel dettaglio, scrive quanto segue. “In questi abbi abbiamo studiato molto la macchina capitolina. Abbiamo individuato le sue distorsioni e i suoi grandi sprechi: dalla gestione clientelare delle società municipalizzate a quella del patrimonio immobiliare. Abbiamo aperto la scatola di tonno e trovato un sistema partitico marcio e asservito”. Infine, “Non abbiamo lobbies da servire, se non i cittadini”.  

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Autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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