Notifiche poste private prima del 2017, quali sono valide e come fare ricorso

Pubblicato il 4 Aprile 2019 alle 12:00 Autore: Claudio Garau

Quali notifiche, effettuate da poste private, sono da ritenersi valide prima del 2017 ? Qual è la normativa attualmente vigente ?

Notifiche poste private prima del 2017, quali sono valide e come fare ricorso
Notifiche poste private prima del 2017, quali sono valide e come fare ricorso

Facciamo un po’ di chiarezza circa la validità delle notifiche effettuate da servizi di posta privata prima del settembre 2017. Ciò anche dato il fatto che la normativa in proposito, negli ultimi anni, ha subito consistenti modifiche.

La legge n. 124 del 2017 di liberalizzazione dei servizi di notifica

Sul tema in oggetto, è fondamentale la legge n. 124 del 2017 la quale, all’art. 1, reca espressamente il seguente testo: “La presente legge reca disposizioni finalizzate a rimuovere
ostacoli regolatori all’apertura dei mercati, a promuovere lo
sviluppo della concorrenza e a garantire la tutela dei consumatori; anche in applicazione dei principi del diritto dell’Unione europea in materia di libera circolazione, concorrenza e apertura dei mercati, nonche’ delle politiche europee in materia di concorrenza”.
Con tale provvedimento, nello specifico della materia dei soggetti autorizzati ad effettuare notifiche, è stato abolito il monopolio di Poste Italiane S.p.A. in materia di notificazioni. In effetti era già un monopolio soltanto parziale; dato che già dal 2011, la prerogativa di Poste Italiane era riservata alla sola comunicazione di atti giudiziari e di multe.

Già prima del 2017, infatti, le notifiche di atti aventi natura amministrativa (ad esempio un’ordinanza-ingiunzione emanata da un’autorità amministrativa) erano da ritenersi valide. Ciò laddove effettuate da servizi privati di posta. A partire dal settembre 2017, con la legge suddetta, cade per intero il monopolio in oggetto; e pertanto anche le poste private sono da ritenersi autorizzate a compiere ogni tipo di notificazione. Si tratta di un provvedimento che, in pratica, attua quanto già indicato dalle istituzioni UE.

Qual è la tesi della Cassazione sul ruolo delle poste private?

Anche la Cassazione, prendendo ovviamente spunto da un caso concreto, ha avuto modo di pronunciarsi sull’argomento. Di fatto allineandosi con gli sviluppi normativi suddetti. La Suprema Corte, nella recente sentenza n. 8416 del 2019 ha quindi accolto la tesi difensiva dell’autorità amministrativa contro un condominio che faceva ricorso per una notifica ritenuta inesistente, in quanto effettuata da servizio di posta privata. La Corte di Cassazione ha precisato infatti che, le notifiche ante 2017 di provvedimenti aventi natura amministrativa (non multe o atti giudiziari), effettuate da operatori privati, sono valide e legittime. E ciò quanto la legge vigente allora, già lo consentiva.

Circa i ricorsi, in conclusione, bisogna quindi distinguere tra situazione prima del settembre 2017 e dopo. Prima del settembre 2017 ci si poteva opporre efficacemente ad una notifica, sostenendone l’illegittimità, soltanto se inerente atti giudiziari (ad esempio una citazione in giudizio) o multe (ad esempio per auto posteggiata in zona di divieto di sosta), comunicata da un operatore privato invece che da Poste Italiane. Oggi a partire dal settembre 2017, ogni tipo di ricorso inerente una ipotizzata non autorizzazione del soggetto notificante è da ritenersi privo di motivi fondati e quindi inutile.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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