17/04/2019

Bollo auto 2019: nuova sanatoria nel decreto crescita, come approfittare

autore: Daniele Sforza
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Bollo auto 2019: nuova sanatoria nel decreto crescita, come approfittare

Sanatoria bollo auto 2019


La pace tra Stato e contribuenti parte dal fisco e continua sulla stessa strada: anche il decreto crescita, a cui è stato dato il via libera il 4 marzo 2019, contiene una sanatoria, che riguarda le imposte locali, tra cui anche il bollo auto 2019. Si tratta di un’estensione della rottamazione delle cartelle esattoriali anche agli Enti locali, coinvolgendo così imposte come bollo auto, Imu, Tari e multe. Ecco come funziona e cosa cambia.

Bollo auto 2019: nuova rottamazione, ecco cosa prevede

Dunque, con la nuova norma riportata sul decreto crescita la rottamazione-ter si estenderà alle multe e alle tasse locali, come il bollo auto. Coinvolgendo quindi tutte quelle ingiunzioni di pagamento e cartelle esattoriali relative alle imposte come Imu, Tasi e Tari, ma solo in quei Comuni che non hanno affidato i ruoli a Equitalia. Si tratta in tutto di 5 mila Comuni, ovvero all’incirca il 60% del numero totale. L’adesione potrà essere effettuata entro 60 giorni di tempo. L’ente locale sarà tenuto all’emissione di una delibera in Consiglio decretando la tipologia di entrate e il periodo della rottamazione. Tutte le informazioni a riguardo dovranno poi essere pubblicate sul sito istituzionale del Comune stesso.

Bollo auto 2019: nuova sanatoria, ecco per quali Comuni

La sanatoria interesserà solo i Comuni che non hanno affidato i ruoli a Equitalia, dicevamo. Il motivo di questo? Si tratta di una sanatoria a livello locale (con autorizzazione nazionale), mentre per le cartelle esattoriale inviate da Equitalia per conto dei comuni, può valere solo una sanatoria nazionale. Si ricorda che nella rottamazione rientrano le cartelle di pagamento notificate dagli enti locali nel periodo 2000-2017.

Bollo auto 2019: nuova sanatoria nel decreto crescita, come funziona

Il pagamento potrà essere effettuato in soluzione unica o tramite rateizzazione. In ogni caso, come emerso dalla bozza del decreto, il termine ultimo per il pagamento delle rate sarà il 30 settembre 2021. Al momento della presentazione della domanda i termini di prescrizione e di decadenza relativi all’imposta vanno in sospensione, sostituiti dal regime della rottamazione. Nell’eventualità in cui il pagamento non sia effettuato puntualmente e il contribuente non riesca a regolarizzare la propria posizione secondo le regole vigenti, la rottamazione decadrà e saranno ripresi i termini di prescrizione e decadenza.

Nel caso di pagamento rateizzato, quanto è stato già versato varrà come acconto sull’imposta complessivamente dovuta. Chi aderisce alla sanatoria non dovrà pagare sanzioni e interessi sulle imposte locali oggetto del contenzioso.

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Autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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