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Chi è Katie Bouman: algoritmo, foto buco nero e carriera. La storia

Chi è Katie Bouman algoritmo, foto buco nero e carriera. La storia
Chi è Katie Bouman: algoritmo, foto buco nero e carriera. La storia

La prima foto del buco nero che ha fatto storia si deve al lavoro corale di centinaia di persone: scienziati e ricercatori. Ma in tanti attribuiscono la gran parte dei meriti ad una giovane scienziata: Katie Bouman.

Chi è Katie Bouman, foto buco nero risultato di lavoro di gruppo

Il lavoro di squadra è partito qualche tempo fa e la diretta interessata è la prima a spiegare che si è giunti al grandioso risultato grazie all’impegno di molti. “Nessuno di noi avrebbe potuto farlo da solo. Ci siamo riusciti grazie al contributo di tante persone diverse con percorsi diversi”. A parlare è la giovanissima scienziata che ha messo a punto l’algoritmo che ha consentito di poter inquadrare l’immagine.

Chi è Katie Bouman, dove ha studiato e dove lavora

Katie Bouman ha studiato al Massachussetts Institute of Technology dove
ha iniziato a lavorare allo sviluppo dell’algoritmo per l’acquisizione della prima foto del buco nero. Oggi insegna informatica e scienze matematiche presso il California Institute of Technology.

I social network hanno fatto da cornice dello strepitoso successo del team. Lei stessa ha scritto: “Sono felice di poter condividere ciò per cui abbiamo lavorato l’anno scorso! L’ immagine mostrata oggi (ha scritto in data 10 aprile 2019) è la combinazione di immagini prodotte da molteplici metodi. Nessun algoritmo o persona ha fatto questa immagine, ha richiesto il fantastico talento di un team di scienziati provenienti da tutto il mondo e anni di lavoro sodo per sviluppare lo strumento, la lavorazione dei dati, i metodi di imaging e le tecniche di analisi necessarie per staccare questo apparentemente Impresa impossibile. È stato davvero un onore, e sono così fortunato di aver avuto l’opportunità di lavorare con tutti voi”. Il testo è corredato con una foto in cui compaiono i colleghi del team.

Chi è Katie Bouman, gli italiani che hanno contribuito al lavoro

L’immagine è il risultato di un lavoro per cui è stato necessario agire con più telescopi. Collocati in tantissimi luoghi diversi: dall’Antartide al Cile.

La foto senza precedenti è il risultato del progetto internazionale Event Horizon Telescope (Eht). Ne ha fatto parte anche l’Italia che ha partecipato con l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Ecco i nomi dei ricercatori italiani che hanno lavorato al progetto: Ciriaco Goddi, Mariafelicia de Laurentis, luciano rezzolla, Elisabetta Liuzzo e Roberto Neri.

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ultima modifica: giovedì, 11 Aprile 2019