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Cause incendio Notre Dame de Paris: tutte le ipotesi degli esperti

Quanto ci vorrà per ricostruire Notre Dame: costo e tempo restauro
Cause incendio Notre Dame de Paris: tutte le ipotesi degli esperti

Incendio Notre Dame, le cause


Purtroppo non è un film. Sono vere le immagini terribili che hanno raggiunto gli schermi di tutto il mondo il 15 aprile, primo giorno delle celebrazioni della settimana Santa.

È andata a fuoco la cattedrale di Nostra Signora di Parigi, conosciuta come Notre Dame de Paris: risalente al XII secolo e patrimonio dell’Unesco, rappresenta uno dei simboli più possenti del patrimonio artistico universale.

È andata a fuoco davanti agli occhi sbigottiti, assetati ma in lacrime, degli spettatori. Francesi e turisti, allontanati dalla spianata di Notre Dame dopo le 18.50, hanno ripreso e condiviso l’accaduto, avvolgendolo nel calore di un gran vociare mediatico.
È andata a fuoco mentre le campane di Parigi suonavano a lutto, tutte insieme, alle 22.00.

La Francia disperata si è stretta forte attorno all’incendio, come per soffocarlo.

Il mondo intero piange l’accaduto e ha pregato perché le opere d’arte ivi custodite possano salvarsi. In effetti l’arcivescovo di Parigi ha comunicato che i vigili del fuoco sono riusciti a salvare la “corona di spine di Gesù”, che secondo la Chiesa Cattolica sarebbe appartenuta proprio a Cristo in Croce. A Notre Dame erano anche conservati un pezzo di croce di Cristo e un chiodo della Crocifissione. Si sono salvate le sedici sculture di rame raffiguranti Gesù, i dodici apostoli e simboli degli evangelisti, la cui rimozione era prevista dal restauro. Salvi sono anche molti degli arredi sacri rimasti chiusi nelle sacrestie, fortuitamente sopravvissute all’incendio.

Cosa è successo a Notre Dame de Paris?

L’incendio è scoppiato intorno alle 18.30 di ieri, qualche giorno dopo l’inizio delle attività di restauro della cattedrale. Le fiamme sono state domate alle 2.30 della notte: la struttura è salva, ma i danni sono importanti. Il peggio è spettato a una delle due torri quadrangolari; alla guglia, simbolo iconico della cattedrale e della capitale francese; e al tetto. Proprio quel tetto che rappresentava la parte più antica della cattedrale: la sua struttura in legno si era conservata dal Trecento fino ai giorni nostri. La realizzazione del tetto è stata effettiva nel 1326, alla fine della costruzione iniziata nel 1163.

Le unità dei vigili del fuoco hanno lottato contro il fuoco che inghiottiva la cattedrale; si sono servite di gru e idranti. Non sono invece stati usati Canadair, come avrebbe voluto Donald Trump. Infatti da buon uomo pratico si è subito adoperato per risolvere la situazione suggerendo di utilizzare delle bombe d’acqua lanciandole dall’alto. Peccato però che questo avrebbe provocato dei danni, se possibile, anche peggiori perché la struttura, estremamente provata, è stata a lungo a rischio crollo.

Le possibili cause dell’incendio

Non è chiaro come sia stato possibile che un incendio sia divampato in maniera così distruttiva – in pieno giorno poi, inghiottendo un monumento di tal valore.

I pompieri hanno inizialmente ipotizzato che l’origine sia da ricercare nell’impalcatura nel solaio: è possibile, quindi, che l’evento sia legato ai lavori di ristrutturazione in corso all’interno, cominciati da qualche giorno.

A ogni modo, la situazione è parecchio oscura: a ora, si sa soltanto che un filo di fumo bianco si è levato dal tetto, trasformandosi in un violento rogo che in meno di un’ora ha provocato il collasso della guglia e del tetto.

A riguardo, la Procura di Parigi ha aperto un’inchiesta a riguardo per distruzione involontaria a mezzo di incendio.

Il disastro è davvero incredibile e bisogna fare luce sulle sue cause. Fortunatamente, nessun morto, ma un grave ferito: un vigile del fuoco, impegnato nell’eroico salvataggio.

Distrutta Notre Dame de Paris, le parole di Macron

Macron ha deciso di rimandare il discorso previsto per ieri sera, dopo le proteste dei gilet gialli. Naturalmente, la preoccupazione per il destino dell’icona francese lo ha spinto a recarsi sul posto. Poco prima della mezzanotte, queste sono state le sue parole:

Ringrazio i pompieri che da ore stanno lottando per spegnere le fiamme. L’incendio è stato arginato; le prossime ore saranno cruciali ma la struttura dovrebbe resistere. Stasera vorrei dire che i nostri pensieri sono a tutti i cattolici di Francia e del mondo. Vorrei esprimere un pensiero per i parigini perché Notre Dame è la loro cattedrale ed immagino che per ciascun cittadino ogni fiamma apparsa sul tetto sia stata una grossa emozione. È la nostra storia, la nostra letteratura, l’epicentro della nostra cultura, il punto da cui partono tutte le distanze delle strade che partono da Parigi, una cosa che è di tutti i francesi. È la nostra storia ed ora brucia. Dobbiamo avere speranza ed orgoglio: i pompieri che hanno salvato quello che resta. Noi salveremo questa cattedrale ed il progetto per ricostruirla comincerà domani, lanceremo un appello ai più grandi talenti del paese e verranno qui per dare il loro contributo. Noi ricostruiremo Notre Dame perché è quello che i francesi ci chiedono

Il mondo è vicino alla Francia. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha manifestato il suo sostegno: “In queste ore drammatiche, l’Italia intera si stringe con sincera amicizia e vivissima partecipazione al popolo francese“. Quello che sta accadendo a Notre Dame è “un colpo al cuore per i francesi e per tutti noi europei“. Così, in francese, il premier Giuseppe Conte su twitter.

Di già la prima donazione, da parte del francese Francois Pinault: il miliardario è fondatore di Kering, il gigante del lusso che controlla Gucci e Balenciaga. Ha dichiarato tramite un comunicato di voler stanziare 100 milioni di euro da deputare alla ricostruzione di Notre-Dame de Paris.

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ultima modifica: mercoledì, 17 Aprile 2019