Pignoramento conto corrente stipendio insieme, quando è possibile. I casi

Pubblicato il 2 Maggio 2019 alle 08:30 Autore: Daniele Sforza

Si può pignorare il conto corrente e lo stipendio assieme? Ecco i casi in cui è possibile e quelli in cui tale procedura risulta non consona.

Pignoramento conto corrente e stipendio insieme
Pignoramento conto corrente stipendio insieme, quando è possibile. I casi

Il creditore che deve rivalersi di una certa somma nei confronti del debitore può procedere con il pignoramento del conto corrente e dello stipendio insieme? Ci sono casi in cui ciò è possibile, e altri per i quali si segnala come l’iter non risulti consono. Andiamo a vedere il tutto più nel dettaglio, spiegando quando e perché la procedura di pignoramento presso più terzi (la banca per il conto corrente e il datore di lavoro per lo stipendio) possa essere attuata.

Pignoramento conto corrente e stipendio insieme: perché

Un debito è l’oggetto del contenzioso: una certa somma che il creditore vuole riavere dal debitore al più presto. Per farlo, visto che il debitore non è solerte nel restituire quanto preso, il primo soggetto avvia le procedure di pignoramento. Prima avvia il pignoramento presso terzi coinvolgendo il datore di lavoro del debitore, e quindi lo stipendio. Tuttavia l’importo è piuttosto elevato e solo tramite il pignoramento dello stipendio c’è il timore che il debitore vada in pensione prima che il debito possa essere risolto. Da qui la necessità di avviare una seconda procedura di pignoramento presso terzi, quello rivolto alla banca e che ha il conto corrente come oggetto. In questo modo il creditore potrà recuperare quanto dovuto in minor tempo aggredendo più beni di proprietà del debitore. Ma non sempre questo pignoramento multiplo è possibile.

Pignoramento conto corrente e stipendio insieme: quando è possibile

Come spiega bene La Legge Per Tutti in un interessante articolo sul tema, il pignoramento del conto corrente e dello stipendio insieme, o comunque presso più terzi, non è sempre consentito. La legge lo vieta quando “il valore dei beni pignorati è superiore all’ammontare del credito e delle spese”. L’esempio da fare è semplice: mettiamo il caso che il debito ammonti a 7 mila euro e che il creditore voglia pignorare due conti, uno che contiene 10 mila euro e l’altro che sul saldo ne presenta 8 mila. In questo caso il valore dei beni pignorati è superiore al debito e l’aggressione risulta eccessiva. Lo stesso avviene se il pignoramento riguarda lo stipendio, o meglio il quinto dello stipendio e il conto corrente insieme: se il saldo sul conto è superiore al debito, il pignoramento presso più terzi è illegittimo.

Pignoramento conto corrente e stipendio: come il debitore può tutelarsi

Citando l’articolo 546 del codice di procedura civile, “nel caso di pignoramento eseguito presso più terzi, il debitore può chiedere la riduzione proporzionale dei singoli pignoramenti a norma dell’articolo 496 ovvero la dichiarazione di inefficacia di taluno di essi; il giudice dell’esecuzione, convocate le parti, provvede con ordinanza non oltre venti giorni dall’istanza”. Così può tutelarsi il debitore nei confronti del pignoramento presso più terzi. Nel primo caso si richiederà un pignoramento di livello più basso e meno aggressivo; nel secondo caso, invece, si procederà a dimostrare l’inefficacia e dunque l’illegittimità di uno dei pignoramenti effettuati.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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