La remuntada, Neymar e le capacità gestionali di Valverde. Il Barcellona crolla nuovamente

Pubblicato il 8 Maggio 2019 alle 17:21 Autore: Lorenzo Annis

La remuntada, Neymar e le capacità gestionali di Valverde. Il Barcellona crolla nuovamente. Remuntarem! Spesso, la storia recente del Barcellona…

La remuntada, Neymar e le capacità gestionali di Valverde. Il Barcellona crolla nuovamente
La remuntada, Neymar e le capacità gestionali di Valverde. Il Barcellona crolla nuovamente

Remuntarem! Spesso, la storia recente del Barcellona si è fondata su questo motto. Una squadra capace, nelle doppie sfide, di ribaltare un risultato negativo subito all’andata, come avvenuto soli due anni fa nella clamorosa eliminatoria negli ottavi di finale di Champions League contro il PSG. Lì i blaugrana furono capaci di rimontare il 4-0 subito al Parc des Princes con un clamoroso 6-1 al Camp Nou, firmato all’ultimo respiro da Sergi Roberto.

Da lì in poi il Barça le rimonte le ha subite solamente e peraltro in maniera forse ancor più clamorosa, facendo crollare il mito della Remuntada. Roma e Liverpool sono state spartiacque delle ultime stagioni catalane e di come Valverde non fosse adatto ad un incarico simile fin dal principio.

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Valverde-Barcellona, avventura al capolinea?

Il post Guardiola era stato contrassegnato dall’annata del compianto Tito Villanova, a cui poi era subentrato El Tata Gerardo Martino, autore del primo fallimento barcelonista post Pep. Era stato Luis Enrique a risollevare le sorti del Barcellona vincendo il Triplete al primo colpo. Tre stagioni con tanti alti all’inizio, poi i due fallimenti in Champions che gli son costati cari.

Dopo che l’attuale CT spagnolo ha salutato la compagnia, la scelta è ricaduta su Ernesto Valverde, reduce da grandi annate all’Athletic Bilbao dove ha riportato un titolo in bacheca dopo trentuno anni. La scelta però, non ha pagato più di tanto. Detto che El Txingurri ha comunque vinto due Liga, una Copa del Rey e una Supercoppa di Spagna – a cui si aggiunge un’altra finale di Copa da disputare – il Barcellona con lui in panchina non ha mai svoltato.

Un gioco non da Barça e scelte tecniche che hanno fatto storcere il naso parecchie volte ai tifosi blaugrana, abituati sicuramente a ben altro dal punto di vista stilistico. Due rimonte da videogioco subite in tredici mesi nella massima competizione europea hanno forse concluso l’avventura di Valverde al Camp Nou. Quest’anno era doveroso rispondere al trittico di Champions dei rivali del Madrid, ma proprio sul più bello si è nuovamente tutto spento. E tante colpe come detto sono da ricercarsi nell’allenatore che – al contrario di quanto affermato nella conferenza pre Liverpool – non ha imparato la lezione.

Dopo l’addio di Neymar, il Barcellona sul mercato ha sbagliato quasi tutto

Ci son però colpe anche della dirigenza. L’addio di Neymar due estati fa ha come fatto sprofondare il Barcellona in una crisi di mercato che li ha portati a sbagliare quasi tutto da quel momento ad oggi.

Solo tra Dembélé e Coutinho sono stati dilapidati qualcosa come 300 milioni di euro solo di cartellini. Aggiungiamoci anche giocatori come Malcom e capiremo come la ricerca di un sostituto adatto di O’Ney si sia in realtà trasformata in una campagna totalmente fallimentare. Solo Arthur e – in parte – Lenglet e Vidal si sono rivelati giocatori funzionali al progetto, con il primo diventato quasi un punto fermo del centrocampo.

Anche La Masia negli ultimi anni non ha mai prodotto qualcosa di realmente significativo, con il solo Aleñá che sta riuscendo al momento a ritagliarsi un po’ di spazio. In estate dunque è lecito pensare che anche il Barcellona – come il Real e l’Atletico – attuerà una piccola rivoluzione per tornare nuovamente competitivo al massimo anche in campo europeo. Differenze di rendimento anche tra i membri della vecchia guardia, rimasta orfana dalla scorsa stagione anche di Iniesta.

Avere uno dei migliori giocatori della storia del calcio non serve se attorno non si hanno protagonisti di autentico valore e il Barcellona questo lo dovrebbe già aver ampiamente imparato a proprie spese.

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L'autore: Lorenzo Annis

Nato il 1° luglio del 1996, è nel Termometro Politico dal 2017. Scrive prevalentemente di sport dividendosi tra pallone e pedali, le sue più grandi passioni sportive.
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