06/08/2019

Maurizio Landini: Legge Bilancio “Tavolo vero a Palazzo Chigi”

autore: Alessandro Faggiano
Maurizio Landini: Legge Bilancio "Tavolo vero a Palazzo Chigi, no da Salvini"
Maurizio Landini: Legge Bilancio “Tavolo vero a Palazzo Chigi”

In ottica della preparazione della legge di bilancio per il 2020, il premier Giuseppe Conte ha intrapreso una ronda di contatti con le parti sociali. I leader dei principali sindacati italiani si sono seduti al tavolo insieme al premier gialloverde e hanno cominciato a discutere delle prossime politiche sul lavoro e del welfare state. Giuseppe Conte ha assicurato che “se la prima fase della nostra azione di governo si è concentrata sul contrasto al profondo disagio sociale che ha interessato le fasce più deboli della società in seguito alla crisi economica, ora intendiamo dare attuazione alla fase 2 della nostra agenda e realizzare un patto per la crescita e lo sviluppo sociale.” Per far ciò, Conte parla di quattro direttrici: la tutela della sicurezza sociale (1), il fomento delle politiche attive per il lavoro (2), la riforma fiscale (3) e investimenti per incentivare la produttività (4).

Il colloquio tra Conte e i leader sindacali (tra questi, spicca Maurizio Landini) sembra essere stato positivo, seppur ancora di carattere puramente conoscitivo. Conte e Di Maio parlano di tornare a un modo condiviso di fare la politica economica del Paese. Ciò significa includere necessariamente le parti sociali e ascoltare le loro istanze.

Le prime impressioni di Maurizio Landini

Ladini ha voluto rimarcare, a margine dell’incontro, che il tavolo vero di negoziazione è quello di palazzo Chigi “snobbando”, in un certo qual modo, quello organizzato parallelamente dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini. “La forma è sostanza, e quindi se il governo è rappresentato dal Presidente del Consiglio io parlo con loro. Giudicheremo e valuteremo le loro proposte in base a quanto di quello che noi gli abbiamo detto verrà accolto.”

Tra i pochi elementi realmente significativi di questo incontro, vi è la precisazione fatta da Di Maio sulla relazione tra i CCNL e la proposta di introduzione del salario minimo: “un eventuale intervento, che sarà dentro la legge di stabilità, non vuol dire mettere in discussione i contratti nazionali perché convengono pure loro che l’importante è rafforzarne il ruolo.”

La strada verso la formulazione della prima bozza della legge di bilancio è ancora lunga, ma sembra che ci siano già dei primi segnali d’intesa.

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Autore: Alessandro Faggiano

Caporedattore di Termometro Sportivo e Termometro Quotidiano. Analista politico e politologo. Laureato in Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Salerno e con un master in analisi politica conseguito presso l'Universidad Complutense de Madrid (UCM).
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