Pubblicato il 28/08/2019

Superbollo auto vecchie, arriva la nuova tassa sulle emissioni. Chi paga

autore: Daniele Sforza
Superbollo auto vecchie, arriva la nuova tassa sulle emissioni. Chi paga

Da un po’ di tempo i Paesi europei stanno cercando di adottare misure che vadano incontro al rispetto ambientale e a punire chi inquina di più. Proprio in questo senso va letto il superbollo auto, che riguarderebbe i veicoli più vecchi (fino a Euro 3) e dunque responsabili di una maggior quantità di emissioni. Secondo il viceministro dell’Economia Massimo Garavaglia, come riporta Italia Oggi, i vertici del MEF stanno pensando a introdurre una tassa di questo tipo anche in Italia. Questo significa che chi possiede veicoli vecchi (fino a Euro 3 compreso, abbiamo detto) sarà costretto a sostituirli se non vuole pagarvi una pesante imposta.

Superbollo auto vecchie: perché è un rischio

Il superbollo auto vecchie è certamente un rischio a livello politico, ma anche economico. Per far fronte all’introduzione di questa ecotassa, i possessori di veicoli non propriamente nuovi si troveranno a fronteggiare una ulteriore spesa, di gran lunga superiore rispetto al semplice bollo pagato fino a oggi. Il viceministro Garavaglia ha commentato questa possibilità affermando che una tassa di questo tipo sarebbe estremamente penalizzante per chi non ha le risorse sufficienti per cambiare auto. Una buona parte di chi possiede veicoli vecchi non cambia auto perché non ce la fa economicamente: non va vista solamente la parte ambientale della cosa, ma anche quella socio-economica. Una politica di eco-incentivi, peraltro, già c’è: a livello locale (ma non solo) esistono alcuni bonus ecologici riservati a chi rottama il vecchio veicolo inquinante e ne acquista uno pulito.

Superbollo auto e non solo: ecco le altre tasse “green”

Tra le altre indiscrezioni rimbalzate sul giornale citate da Garavaglia spiccano altre due tasse ecologiche che potrebbero arrivare un domani: la prima imposta colpirebbe i biglietti aerei, come già accaduto in Germania. Si tratterebbe di un rincaro applicato alla lunghezza della tratta: si andrebbe dagli 8 euro in più per i voli nazionali, passando per i 25 euro per le tratte fino a 6.000 km e infine a 45 euro per le tratte lunghe oltre 6.000 chilometri.

La seconda imposta green riguarderebbe invece gli imballaggi di plastica nella distribuzione alimentare. Si sta pensando di conferire alle confezioni di plastica alimentari un’aliquota Iva ordinaria al 22% anziché agevolata. In parole povere, se dovesse passare questa tassa, chi comprerà l’insalata in busta dovrà pagare un sovrapprezzo.

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Autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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