Pubblicato il 12/09/2019

Sottosegretari governo Conte bis: il premier “lista prima possibile”

autore: Alessandro Faggiano
Sottosegretari governo Conte bis: il premier "lista prima possibile"
Sottosegretari governo Conte bis: il premier “lista prima possibile”

La crisi di governo si è definitivamente esaurita il 10 settembre, giorno nel quale il nuovo esecutivo guidato da Giuseppe Conte e sostenuto da M5S, PD e LeU è ha incassato la fiducia a palazzo Madama. Una maggioranza di 169 senatori (tra questi, il senatore a vita Mario Monti) che permette all’esecutivo di cominciare a lavorare sul programma stilato dalle parti. Nonostante la crisi istituzionale sia stata definitivamente archiviata, manca ancora un’ultima partita interna alla nuova maggioranza relativa: la nomina di viceministri e sottosegretari. M5S e PD si ripartiranno la gran parte delle deleghe. Per LeU, per ora, c’è solo un nome: dovrebbe entrare Rossella Muroni, che rientrò nel giro del totoministri (all’Ambiente, in sostituzione di Costa) ma che alla fine fu scavalcata da Roberto Speranza (terminato alla Salute).

I numeri della partita sottosegretari del governo Conte

Alla squadra di governo mancano quasi i due terzi dei suoi componenti. Si dovranno inserire all’incirca altri 41-42 elementi, con poco più della metà di questi provenienti dal M5S (si parla di 22-23 tra sottosegretari e viceministri). I democratici ne porteranno 17-18 e, come detto pocanzi, LeU dovrebbe accontentarsi di una sola sottosegretaria. Il primo ministro ha chiesto di chiudere celermente la partita e chiede “una lista il prima possibile”. Le squadre di M5S e PD sono già al lavoro e sembrano esserci pochi punti di contrasto. Uno dei nodi più delicati riguarda la delega all’editoria, per il quale il PD parte attualmente in vantaggio. Ricordiamo che il sottosegretario all’Editoria fa riferimento alla presidenza del Consiglio e che pertanto potrebbe essere la contropartita per equilibrare i numeri a palazzo Chigi (dove ci sono Conte e Fraccaro).

Sottosegretari governo Conte bis: i nodi da sciogliere

E ancora, c’è da risolvere la partita per lo Sviluppo, precisamente sulle deleghe a Telecomunicazioni ed Energia. Due settori strategici e, di rimando, due deleghe decisamente importanti. Qui, il Movimento parte in vantaggio, avendone fatto una assoluta priorità (in particolare sulle telecomunicazioni).

Come abbiamo già visto in un precedente articolo, molti dei nomi inseriti nel totoministri ma poi esclusi dalla lista presentata da Conte, dovrebbero rientrare in ogni caso nella squadra di governo. Tra i dem spiccano le figure di Serracchiani, Orlando, Fiano e Quartapelle. Nelle ultime ore, si sono fatte insistenti le voci di Antonio Misiani al Mef e Luigi Marattin.

Per il Movimento, c’è D’Uva in pole position, insieme a Stefano Buffagni. C’è anche da riconfermare Angelo Tofalo (Difesa) e Laura Castelli. Infine, Rossella Muroni andrà ad essere la seconda rappresentante di LeU nell’esecutivo. Il dicastero più vicino è quello dell’Ambiente, presieduto da Costa (M5S).

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Autore: Alessandro Faggiano

Caporedattore di Termometro Sportivo e Termometro Quotidiano. Analista politico e politologo. Laureato in Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Salerno e con un master in analisi politica conseguito presso l'Universidad Complutense de Madrid (UCM).
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