Visita fiscale Inps: assenza per motivi urgenti, quali sono ammessi

Pubblicato il 3 Ottobre 2019 alle 13:49 Autore: Daniele Sforza

Con una recente sentenza la Corte di Cassazione si è espressa sulla visita fiscale Inps e sull’assenza dal domicilio per motivi urgenti.

Visita fiscale Inps assenza per motivi urgenti
Visita fiscale Inps: assenza per motivi urgenti, quali sono ammessi

Con la sentenza n. 24492/2019, la Corte di Cassazione si è pronunciata sull’assenza per motivi urgenti alla visita fiscale Inps, facendo chiarezza su quali siano queste ragioni e su quali siano effettivamente ammesse. Come è noto, i lavoratori dipendenti che sono in malattia sono sottoponibili a visite mediche durante specifiche fasce orarie di reperibilità, differenti se si tratta di dipendenti pubblici (9-13, 15-18) o privati (10-12, 17-19).

Assenza visita fiscale Inps: le sanzioni per il lavoratore dipendente

Se non ci si fa trovare al proprio domicilio (quello indicato sul certificato medico) durante quegli orari, il medico è tenuto a redigere apposito verbale invitando il soggetto a presentarsi per la visita ambulatoria il giorno (lavorativo) successivo; inoltre dovrà comunicare l’assenza del lavoratore presso l’Inps e il datore di lavoro. In caso di prima assenza ingiustificata, il dipendente subirà una sanzione, che consiste nella decurtazione di ogni trattamento economico per i primi 10 giorni di malattia. In caso di assenza alla seconda visita (anche ambulatoriale), alla prima sanzione si aggiunge anche una riduzione del 50% relativa al trattamento economico per il periodo restante. Infine, l’assenza alla terza visita fiscale Inps comporterà dal punto di vista sanzionatorio l’interruzione dell’erogazione dell’indennità Inps fino alla fine del periodo di malattia (e, in base a determinate condizioni, anche un licenziamento per giusta causa o altra tipologia di sanzioni).

Assenza visita fiscale Inps giustificata: cause di forza maggiore e motivi urgenti

L’assenza ingiustificata alla visita fiscale Inps comporta le sanzioni di cui sopra. Ci si può allontanare dal proprio domicilio solo nel caso in cui vi siano dei motivi urgenti, gravi e indifferibili in base all’assenza. Tale assenza dovrà essere comunicata prioritariamente al proprio datore di lavoro e dovrà anche essere documentata. I motivi urgenti sono dunque riconducibili a cause di forza maggiore che hanno costretto il lavoratore ad assentarsi, ma non possono riguardare la semplice impossibilità o inevitabilità dell’azione stessa.

L’assenza giustificata concerne pertanto una situazione che rende necessario o opportuno l’allontanamento dal proprio domicilio. Ad esempio, portare un proprio familiare in ospedale per una visita di controllo non è considerata motivo urgente. L’urgenza riguarda solo i casi in cui bisogna portare un familiare al pronto soccorso (perché ha carattere di urgenza e gravità della situazione). In quest’ultimo caso bisognerà però provare che al momento dell’evento nessun altro familiare era presente o aveva la possibilità di portare il soggetto al pronto soccorso. Ciò è altresì importante soprattutto quando non si ha avuto il tempo di avvisare il datore di lavoro.

Oltre alle cause di forza maggiore e agli accertamenti specialistici che possono essere effettuati solo in orari concomitanti con quelli di reperibilità fiscale, la legge ha accertato anche altri casi specifici. Tra questi spicca una visita ambulatoriale del medico curante, il bisogno urgente di recarsi in farmacia per l’acquisto di medicinali, visite a parenti stretti in ospedale, urgenti cure dentistiche o attività di volontariato i cui orari sono coincidenti con quelli della reperibilità fiscale, ma che al tempo stesso non compromettano la situazione sanitaria del soggetto.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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