Pubblicato il 08/10/2019 Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre 2019 alle 23:45

Pensioni ultima ora: rivalutazione assegni possibile, la proposta al governo

autore: Giuseppe Spadaro
Pensioni ultima ora: rivalutazione assegni possibile, la proposta al governo

Pensioni ultima ora: il tema previdenziale insieme al taglio delle tasse ed alla materia degli investimenti è stato al centro del confronto tra governo e sindacati che proseguirà anche nei prossimi giorni e passerà da incontri tematici ci cui vi abbiamo parlato in questo nostro articolo.

Pensioni ultima ora. le richieste dei sindacati

Tra i temi tirati in ballo dalle organizzazioni sindacali c’è quello della rivisitazione delle pensioni.

Con la legge in vigore c’è la rivalutazione del 100% solo per i trattamenti fino a tre volte il minimo, con una percentuale decrescente in base all’importo della pensione. Maggiore è l’importo e minore è la rivalutazione.

L’adeguamento degli assegni previdenziali in base all’inflazione riguarda gli assegni che hanno come importo minimo la cifra di 1520 euro lordi. E come detto il calcolo avviene in maniera parziale e decrescente rispetto al reddito. I sindacati hanno chiesto al governo di modificare il sistema con cui vengono attualmente decurtate le cifre degli assegni previdenziali. Come riferisce il quotidiano Il Messaggero, nel 2019 sarebbe dovuto tornare in vigore il sistema di rivalutazione quasi pieno degli assegni, con il quale viene applicata una piccola riduzione dell’aumento riconosciuto, ma solo per le fasce di pensione più alte.

Tuttavia l’esecutivo in carica prima di quello precedente, sostenuto dalla maggioranza composta da Movimento 5 Stelle e Lega (governo Conte I), ha deciso di modificare il sistema per tre anni inserendone uno che più penalizzante. Le decurtazioni della rivalutazione sono sull’intero importo della pensione e arrivano al 60 per cento per i trattamenti più alti.

Risparmi e cifre eventualmente da recuperare

Pensioni ultima ora – In particolare Cgil-Cisl-Uil hanno chiesto al governo di rivedere la materia dell’adeguamento all’inflazione dei trattamenti previdenziali. Come spesso succede, la questione ruota intorno alle disponibilità economiche. Infatti secondo quanto stabilito dal precedente esecutivo i risparmi programmati sono rispettivamente 253 milioni di euro nel 2019, 742 milioni di euro nel 2020 e 1,2 miliardi di euro nel 2021.

Qualsiasi variazione e l’accoglimento da parte del governo delle richieste avanzate dal governo prevedono che l’esecutivo in carica recuperi le risorse corrispondenti alla maggiore spesa. Un’impresa non semplice se si considera il quadro generale nel quale si muovono, in prossimità della prossima finanziaria, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ed il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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