Bonifico o versamento: importo massimo-minimo e differenza. Che cambia

Pubblicato il 8 Novembre 2019 alle 09:11
Aggiornato il: 9 Novembre 2019 alle 19:08
Autore: Daniele Sforza
Bonifico o versamento importo massimo e minimo
Bonifico o versamento: importo massimo-minimo e differenza. Che cambia

Abbiamo parlato spesso dei controlli fiscali sui conti correnti e in particolare sul monitoraggio dei flussi di entrate e uscite comparato con lo stile di vita e le dichiarazioni reddituali annue presentate. Sotto la lente del fisco, quindi, c’è il bonifico effettuato o ricevuto e il versamento. Andiamo a riepilogare le principali differenze tra le due cose e a vedere cosa è cambiato in termini di importo massimo e minimo per l’una o l’altra operazione.

Bonifico e versamento: le principali differenze

Quando il soggetto che è titolare di un conto corrente si reca presso lo sportello bancario o postale (o presso l’ATM dedicato) per versare dei soldi sul conto corrente o sul libretto di risparmio (in contanti o in assegno), effettua un versamento. Quest’ultimo non necessita di una causale che ne giustifichi l’entità, ma l’operazione è comunque registrata e l’informazione è a disposizione dell’Agenzia delle Entrate, visto che finisce nell’Anagrafe dei conti correnti. Nel caso in cui il soggetto titolare del conto corrente che ha effettuato il versamento sia soggetto ad accertamento fiscale e su quella somma versata ma non dichiarata gli si chieda conto (provenienza, origine) per verificare la sua natura esentasse, sarà il soggetto stesso a dover dimostrare la propria innocenza.

Il bonifico è un’operazione che avviene da un conto corrente all’altro: si tratta di un trasferimento di denaro che quindi è già sul conto corrente e può essere effettuato da una sola persona titolare di due conti (che trasferisce denaro da un conto all’altro, ad esempio) o da tra due persone (si pensi, ad esempio, al pagamento dell’affitto, o all’acquisto di un bene/prodotto/servizio). I bonifici si effettuano recandosi presso lo sportello bancario, ma anche online tramite home banking. Anche i bonifici, ovviamente, sono sotto controllo dell’Agenzia delle Entrate.

Infine, se al versamento segue una disponibilità immediata della liquidità sul proprio conto, per il bonifico potrebbero servire più giorni, a meno che il bonifico non avvenga tra conti appartenenti alla stessa banca (in questo caso i tempi di disponibilità sono più rapidi) o non si opti per il bonifico istantaneo.

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Bonifico e versamento: limiti di importo, quali sono

Se per il bonifico non ci sono limiti di importo, e quindi non c’è un tetto massimo oltre il quale non si può bonificare una somma, per il versamento c’è da fare un discorso diverso. Effettivamente non ci sarebbero limiti di importo nei versamenti, ma resta il fatto che le somme devono essere in qualche modo accertate (e questo vale anche per il bonifico). Se un figlio riceve dal padre un regalo di 5.000 euro in contanti che poi versa sul conto, questa somma è esentasse, perché non deriva da un’attività lavorativa, tuttavia per il Fisco è imponibile. Per evitare noie durante l’eventuale accertamento fiscale, è preferibile redigere apposita scrittura privata per dimostrare la propria regolarità nei confronti del fisco. In ogni caso, come già chiarito dalla circolare n. 989136 del 4 novembre 2011 del Dipartimento del Tesoro del MEF, le operazioni di prelievo e versamenti di contante superiore ai limiti non comportano alcuna violazione, anche se l’operazione può essere comunque soggetta ad accertamento fiscale.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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