Limite prelievo conti correnti diversi: come si calcola e guida

Pubblicato il 11 Giugno 2019 alle 08:43 Autore: Daniele Sforza

Esiste un limite prelievo dai conti correnti, anche se diversi? Come funziona e cosa controlla il Fisco? Andiamo a rispondere.

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Limite prelievo conti correnti diversi: come si calcola e guida

Limite prelievo conto corrente: esiste davvero? Sì, ma solo per alcune tipologie di soggetti. L’opinione comune, spesso, soprattutto quando si parla di controlli del fisco, è che non sia possibile prelevare più di certe somme dal proprio conto corrente, anche se si è titolari di più conti.

Limite prelievo contanti dal conto corrente: come funziona

In verità, questa norma è imposta solo ad alcune categorie di lavoratori, e in particolare agli imprenditori, i cui prelievi sono sotto il controllo del fisco perché la loro natura deve essere sempre di investimento e pertanto occorre che a ogni prelievo l’imprenditore possa portare in propria difesa della prove documentali che dimostrino la causale effettiva di quel prelievo e quindi anche la sua destinazione.

Lo stesso non vale per i disoccupati, né tantomeno per i lavoratori dipendenti o per i pensionati. Costoro possono prelevare denaro senza che ci sia alcun limite (se non quello imposto dalla banca stessa). Ciò significa che per tali soggetti non vi è limite al prelievo di denaro dai conti correnti; insomma, non funziona come per il limite all’utilizzo del contante.

Prelievo dal conto: cosa può fare la banca

A livello fiscale funziona così, ma va anche detto che a livello bancario il meccanismo può differire. Nel senso che se il prelievo di somme dal conto risulta eccessivo, l’istituto di cui si è clienti ha il diritto di chiedere chiarimenti e informazioni. Se la risposta del correntista è evasiva, la banca può segnalare la cosa alla Uif, ovvero all’Unità di informazione finanziaria. La banca è obbligata a fare ciò, per via del rischio di riciclaggio di denaro.

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Quando un pagamento deve essere tracciabile

Il soggetto differente dal titolare di partita Iva ha dunque facoltà di prelevare quanto vuole dal conto corrente, visto che quello che fa è solo riprendere dei soldi che ha temporaneamente depositato su un conto corrente bancario. Inoltre la tracciabilità dei pagamenti (tramite assegno o bonifico o carte) vale solo quando avviene una transazione tra due soggetti diversi.

Limite prelievo da conti correnti per gli imprenditori

Diverso il discorso per l’imprenditore, che deve attenersi a quanto riporta il TUIR Imposte sui Redditi. La sua attività implica che ogni prelievo dal conto dell’azienda sia effettuato per essere reinvestito. Da qui il controllo fiscale che potrebbe chiedere prove documentali a testimoniare la natura e la finalità di questo o quello prelievo, anche se effettuato da due conti correnti differenti.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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