Bollo auto 2020: tassa più salata col “protocollo di Torino”

Pubblicato il 11 Novembre 2019 alle 09:21
Aggiornato il: 12 Novembre 2019 alle 20:50
Autore: Daniele Sforza
Bollo auto 2020 tassa più salata
Bollo auto 2020: tassa più salata col “protocollo di Torino”

Si parla spesso di dire addio al bollo auto, ma spesso è solo una promessa politica che resta tale, senza mai realizzarsi. Di fatto il bollo auto è una delle imposte più odiate dagli italiani, poiché grava su un bene di proprietà, sul quale dunque il senso di una tassa è da ricercare nel profondo. Non diremo addio al bollo auto, ma tra qualche anno daremo il benvenuto a una nuova imposta che lo rimpiazzerà. E che sarà peggio, soprattutto per una certa categoria di persone.

Bollo auto 2020: il protocollo Aria Pulita a Torino

Erano altri tempi, ma non poi così lontani: il governo italiano era presieduto dal Conte I, con Lega e Movimento 5 Stelle assieme. L’Europa si era già pronunciata sulla questione, teorizzando un bollo che si pagasse sui chilometri percorsi oltre che sulla classe d’inquinamento. Il concetto chiave è il seguente: più inquini più paghi. Ma anche, più percorri chilometri più paghi. A Torino il governo Conte I, rappresentato dai ministri dell’Ambiente, dell’Economia, dello Sviluppo Economico, dei Trasporti, delle Politiche agricole e della Salute, seguì la direttiva europea e firmò il cosiddetto protocollo Aria Pulita. Anche perché il nostro Paese era stato già penalizzato dalle procedure di infrazione relative al mancato rispetto sulle emissioni inquinanti.

Tassa più cara in arrivo?

Del nuovo bollo auto, quello del futuro, ne abbiamo già parlato in alcuni articoli (come ad esempio qui). Si parla di un’ecotassa che andrà a punire chi inquina di più, percorrendo pertanto più chilometri con la propria auto alimentata a benzina. Con tanto di scatola nera all’interno dell’auto per controllare i chilometri percorsi. Una tassa che dovrebbe partire dal 2023 per i mezzi pesanti e che poi dovrebbe estendersi a tutti nel 2026. Andando a colpire chi con l’auto ci lavora. E quotidianamente è costretto a prenderla per recarsi in ufficio, magari perché la sua zona non risulta efficientemente coperta dal servizio pubblico. Il paradosso che si potrebbe creare è che chi ha una macchina sportiva di lusso che utilizza solo le domeniche di sole potrebbe pagare un bollo auto minore dell’operaio con la Fiat Punto che utilizza tutti i giorni per andare a lavorare.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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