Crisi di governo: calendario possibili date e cosa potrebbe accadere

Pubblicato il 5 Dicembre 2019 alle 20:02
Aggiornato il: 3 Gennaio 2020 alle 18:47
Autore: Giuseppe Spadaro

Crisi di governo? C’è chi anche tra i deputati ritiene l’ipotesi non più così lontana. Sono tanti gli argomenti divisivi. E a fine gennaio si vota in Emilia

Prospetto Palazzo Chigi
Crisi di governo: calendario possibili date e cosa potrebbe accadere

Crisi di governo? C’è chi scommette che le prossime settimane saranno difficilissime per l’esecutivo e i rapporti già infuocati tra gli alleati della maggioranza di governo, non potranno che peggiorare man mano si avvicenderanno le varie scadenze.

Le rassicurazioni di Conte

Nel suo articolo pubblicato su tiscali.it la giornalista parlamentare Claudia Fusani riferisce che soprattutto i deputati del Pd in Transatlantico non escludono più l’ipotesi di una crisi di governo. Cauto ottimismo invece circolerebbe, secondo le ricostruzioni, dalle parti del Movimento 5 Stelle. E per quanto lo stesso presidente del Consiglio Giuseppe Conte nelle ultime ore abbia voluto allontanare lo spettro di una crisi non si può nascondere almeno una certa tensione.

Elezioni regionali decisive per prossima crisi?

Uno dei principali motivi di discussione all’interno della maggioranza è certamente rappresentato dal caso del Fondo Salva-Stati. Tema sul quale il Movimento 5 Stelle ha preteso da Conte una posizione non omologata sulla volontà emersa da altri Paesi europei.

Ma non è l’unico tema su cui si dibatte animatamente. L’altra questione abbastanza calda è quella relativa alla prescrizione. Inoltre le prossime sono le settimane che dovranno portare all’approvazione definitiva, entro il 31 dicembre 2019 per evitare l’esercizio provvisorio, della legge di bilancio. E anche qui non mancano le distanze tra alleati: ad esempio come abbiamo riportato in questo articolo Italia Viva vorrebbe, tramite emendamento abolire la misura di pensione anticipata Quota 100 che sarà in vigore sino al 2021 difesa da 5 Stelle e Pd.

In ogni caso, tutti gli addetti ai lavori guardano con grande interesse alla data di domenica 26 gennaio 2020. Perché si tratta del giorno in cui gli elettori di Calabria ed Emilia Romagna rinnoveranno i rispettivi consigli regionali. Soprattutto l’Emilia Romagna è una sfida osservata da molti in chiave nazionale. Perché? In tanti sono pronti a scommettere che una sconfitta del candidato del centrosinistra, presidente uscente, Stefano Bonaccini a vantaggio della candidata del centrodestra, indicata dalla Lega, Lucia Borgonzoni finirà per sfilacciare definitivamente i rapporti tra M5S, Pd e Italia Viva.

Dopo il fallimento dell’esperimento in Umbria, con la convergenza tra M5S e Pd su un unico candidato di ispirazione civica, i pentastellati si presenteranno alle prossime regionali con dei propri candidati. In caso di vittoria del centrodestra, secondo molti, la coalizione composta da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia avrebbe la strada spianata verso Palazzo Chigi. Sempre crisi di governo, permettendo.

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L'autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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