Donald Trump impeachment: una cronistoria (ottobre 2019)

Pubblicato il 19 Dicembre 2019 alle 11:23
Aggiornato il: 3 Gennaio 2020 alle 18:37
Autore: Redazione

La procedura di impeachment contro Donald Trump va avanti, dopo essere stato messo in stato d’accusa dal Congresso. Qui, una cronistoria (ottobre 2019)

Donald Trump impeachment: una cronistoria (ottobre 2019)
Donald Trump impeachment: una cronistoria (ottobre 2019)

Articolo di Luca Maragna de “l’Osservatore Repubblicano”

La procedura di impeachment contro Donald Trump va avanti, dopo essere stato messo in stato d’accusa dal Congresso. In questo reportage a puntate fornito da Luca Maragna de “l’Osservatore Repubblicano”, si mostra la prospettiva del GOP in merito a uno degli eventi politici più importanti dell’anno.

Qui, la prima parte del reportage (con la narrazione degli eventi occorsi tra luglio e settembre del 2019).

Qui, le relazioni tra la famiglia Biden e l’Ucraina.

Infine, in questo altro articolo d’approfondimento, le possibili interferenze da parte dell’Ucraina nelle elezioni presidenziali del 2016.

Cronistoria dell’impeachment a Donald Trump: ottobre 2019

26 settembre – 31 ottobre – Le successive udienze dopo quella di Maguire del 26 settembre sono state fatte rigorosamente a porte chiuse.

Essendo l’Impeachment uno dei procedimenti più invasivi della democrazia, in quanto consiste nella rimozione di un presidente eletto e nel ribaltamento del risultato delle elezioni, i cittadini dovrebbero avere il diritto di sapere. Inoltre dalle udienze a porte chiuse i democratici hanno fatto filtrare informazioni selezionate che confermassero la loro narrativa anti-trump. Le udienze a porte chiuse costituiscono una palese violazione del diritto al Presidente ad avere un giusto processo oltre a impedire ai repubblicani di citare testimoni:

  • i democratici non consentono la presenza di avvocati difensori del Presidente o del Dipartimento di Stato
  • non è prevista la “divulgazione di tutte le prove favorevoli al presidente e di tutte le prove relative alla credibilità dei testimoni chiamati a testimoniare nell’inchiesta
  • le procedure non prevedono il diritto di esaminare tutte le prove, presentare prove, citare testimoni, permettere la presenza degli avvocati in tutte le audizioni, contro interrogare i testimoni, fare obiezioni relative all’esame dei testimoni o alla ricevibilità di testimonianze e prove e rispondere a prove e testimonianze
  • I democratici, inoltre, non hanno permesso ai repubblicani di emettere citazioni in giudizio, contraddicendo la pratica standard bipartisan in tutte le recenti procedure di impeachment
  • i comitati della Camera hanno “fatto ricorso a minacce e intimidazioni contro potenziali testimoni del ramo esecutivo“, paventando la minaccia di ostruzione della giustizia quando i dipendenti dell’amministrazione cercavano di far valere interessi e privilegi di riservatezza del ramo esecutivo in risposta a una richiesta di una deposizione
  • i democratici hanno pianificato di intervistare l’informatore al centro dell’indagine di impeachment in un luogo sconosciuto, al contrario, la Casa Bianca, deve costituzionalmente poter affrontare il proprio accusatore. L’interrogatorio è poi saltato successivamente.

Impeachment contro Donald Trump: la cronistoria (ottobre 2019)

04 ottobre 2019 – tra le udienza a porte chiuse alla Camera dei Rappresentanti in questa data vi è stata quella delI’ispettore generale della comunità di intelligence, Michael Atkinson.

08 ottobre 2019 – la Casa Bianca invia una lettera alla Camera dei Rappresentanti, affermando che non collaborerà all’illegale, faziosa e incostituzionale procedura di impeachment dei democratici.

Da notare che:

  • le informazioni avute dal whistleblower sono di seconda mano se non di terza e non è stato testimone diretto e le ha avute da funzionari della Casa Bianca di cui non ha citato il nome.
  • ha riferito che i funzionari della Casa Bianca guidati dagli avvocati hanno cercato di limitare l’accesso alle registrazioni e di rimuovere la telefonata dal sistema informatico. Invece la telefonata è stata conservata in un’area dove è presente materiale classificato.

L’inserimento della trascrizione telefonica in un server su un sistema informatico separato dal sistema della Casa Bianca per le informazioni classificate è alla base dell’accusa di copertura e insabbiamento della telefonata tra Trump e il presidente ucraino. Il Presidente Obama ha fatto lo stesso come confermato da Susan Rice.

Inoltre si ricorda che i leakers, funzionari infedeli, da quando c’è Trump hanno fatto filtrare ai media molte informazioni che dovevano rimanere riservate come ad esempio le conversazioni telefoniche con il premier australiano e con quello messicano. Quindi l’Amministrazione Trump ha un serio problema di funzionari infedeli che giustificherebbe il ricorso a misure estreme di riservatezza.

  • l’ispettore generale della comunità d’intelligence ha trovato indizi di pregiudizio politico da parte della “talpa” contro Trump.

Durante l’udienza a porte chiuse di venerdì 4 ottobre alla Camera dei Rappresentanti, l’Ispettore generale della comunità di intelligence, Michael Atkinson ha rivelato che l’informatore (whistleblower) oltre che essere registrato come un democratico ha avuto in passato delle collaborazioni con uno dei candidati democratici (lo stesso Joe Biden) in gara per le prossime elezioni presidenziali

  • Altro particolare “strano”, è che le regole sulla denuncia anonima da parte della comunità d’intelligence sono cambiate a agosto 2019 poco prima della presentazione della denuncia in quanto le vecchie regole prevedevano che per denunciare bisognava essere testimoni diretti e non basarsi su informazioni riferite da altri, come nel caso in oggetto.
  • il whistleblower ha omesso di dire all’ispettore generale Atkison che aveva contattato il Comitato d’intelligence nella denuncia.
  • Il Capo della Commissione d’intelligence della Camera, il democratico Adam Schiff, aveva dichiarato che la Commissione non aveva mai parlato con il whistleblower e ciò si è rivelato palesemente falso essendo il contatto avvenuto a inizio agosto.
  • Il Capo della Commissione Intelligence della Camera dei Rappresentanti, il democratico Adam Schiff, che aveva già in passato, durante il Russiagate affermato che c’erano prove di collusione con la Russia, senza mai presentarle, durante l’udienza del 26 settembre del Direttore ad interim dell’Intelligence nazionale Joseph Maguire, aveva in modo subdolo e disonesto letto una falsa trascrizione della telefonata tra Trump e il presidente ucraino Zelensky.

Tutto questo avveniva mentre le telecamere dei media erano accese e il pubblico che ascoltava da casa quanto detto da Schiff poteva giungere a una sola conclusione: Trump è colpevole e quindi è giusta la procedura di impeachment.

Quando i repubblicani hanno contestato la falsità evidente della dichiarazione di Schiff, lui ha risposto che era solo una parodia, ma intanto era stata letta in diretta nazionale, mettendo in bocca al presidente frasi mai dette e ricordiamo che la trascrizione della telefonata era stata declassificata e resa pubblica in precedenza.

La contestazione della White House

  • La Casa Bianca nella lettera dell’8 ottobre, con cui ha bloccato qualsiasi collaborazione con la procedura di impeachment, ha contestato quanto segue:
    • La procedura di impeachment non è stata votata dalla Camera dei rappresentanti con un voto formale, così come avvenuto con i presidenti Johnson, Nixon e Clinton.
    • Senza aspettare di vedere cosa è stato effettivamente detto sulla chiamata telefonica, si è tenuta una conferenza stampa che annunciava una” inchiesta di impeachment basata su falsità e disinformazione.
    • il whistleblower che per primo ha segnalato la chiamata di Trump con il presidente ucraino ha avuto contatti con l’ufficio del Capo del Comitato per l’intelligence della Camera, il democratico Adam Schiff prima di presentare la denuncia.
    • la “iniziale negazione di tale contatto da parte di Schiff ha portato il Washington Post a concludere che il presidente Schiff” ha chiaramente fatto una dichiarazione che era falsa.
    • In ogni caso, il popolo americano capisce che il Capo del Comitato di Intelligence Schiff non può aiutare segretamente a presentare una denuncia, fuorviare il pubblico sul suo coinvolgimento, leggere una versione contraffatta della chiamata telefonica al popolo americano durante l’udienza di Maguire, e quindi fingere di sedersi in giudizio come un ‘investigatore neutrale’.
    • Violazione dei diritti del Presidente a un giusto processo sopra citati

Insostenibilità della procedura di impeachment senza regole e senza diritti per il Presidente e la minoranza repubblicana.

In merito alle udienze a porte chiuse, senza regole predeterminate, senza possibilità per la minoranza repubblicana di citare testimoni e per il presidente di avere un difensore il 25 ottobre è stato pubblicato sul Wall Street Journal un interessante editoriale scritto da Kimberley A. Strassel intitolato Behold the Lord High Impeacher nel quale analizza la strategia adottatta dai democratici nel procedimento di impeachment contro il Presidente Trump.

Dall’analisi delle pratiche e delle regole adottate dalle Commissioni della Camera interessate, in particolare il Comitato di Intelligence retto dal democratico Adam Schiff è emerso chiaramente la mancanza di trasparenza nel processo.

La Strassel confronta quanto avvenuto con il Russiagate, nel quale vi era stata un’inchiesta ufficiale da parte del Procuratore Speciale indipendente Robert Muller, e dal punto di vista congressuale vi erano state numerose udienze pubbliche. Alla fine nonostante i media e i democratici fossero sicuri della collusione tra Trump e la Russia (lo stesso democratico Adam Schiff, Capo della Commissione d’intelligence diceva che vi erano prove incontrovertibili della collusione, ma non è mai riuscito a presentarle!), la verità è venuta a galla scagionando il Presidente.

la trasparenza nelle udienze al Congresso e l’inchiesta del Procuratore Speciale Mueller che seguiva rigidamente la legge hanno distrutto la narrativa dei democratici che consisteva nella demonizzazione dell’avversario politico (Trump) colpevole di collusione con la Russia.

Come si è visto nell’attuale procedura di impeachment, invece manca la trasparenza, tra l’altro l’inizio della procedura di impeachment alla data di pubblicazione dell’articolo non è stato votato nemmeno dalla Camera dei Rappresentanti e questo a prima vista poteva attribuirsi alla paura di perdere le prossime elezioni per quei democratici che erano stati eletti in distretti elettorali in bilico tra repubblicani e democratici che a causa del voto all’impeachment avrebbero rischiato molto.

Ma il motivo come spiegato dalla Strassel è più oscuro, cioè con un voto formale la procedura deve essere incardinata secondo regole precise e trasparenti, mentre senza di quello le udienze dei testimoni nella procedura di impeachment portata avanti dalle commissioni può avvenire senza trasparenza e con regole che cambiano al bisogno, ostacolando i membri repubblicani delle commissioni.

Difatti è quello che sta avvenendo, e di cui la Casa Bianca si è lamentata nella lettera inviata l’8 ottobre e unito alle fughe di notizie selezionate e preparate dai democratici, la narrativa per la quale Trump è un corrotto e merita di essere rimosso dalla presidenza non ha nessun ostacolo.

A causa di questo al Senato il Leader della maggioranza repubblicana, il senatore Mitch McConnel e il senatore Lindsey Graham, Capo della Commissione Giustizia al Senato, si sono fatti promotori di una risoluzione, che dovrà essere votata, che condanna le modalità con la quali la procedura di impeachment viene gestita dai Democratici della Camera (un procedimento ingiusto, non trasparente e che non garantisce il giusto processo). Oltre ai 2 senatori altri 48 si sono espressi finora favorevolmente alla risoluzione per un totale di 50.

Le differenze tra gli ultimi due casi di impeachment: per Clinton (1998) e per Trump (2019)

Il senatore Lindsey Graham in una conferenza stampa a fine ottobre in vista della risoluzione sopra citata, ha messo in evidenza quanto avvenuto con l’impeachment del Presidente Clinton nel 1998:

  • La Camera ha dibattuto e poi votato formalmente sulla procedura di impeachment
  • È stato definito lo scopo dell’inchiesta
  • I membri della Camera potevano vedere le prove
  • L’avvocato del Presidente poteva presenziare
  • Sono state definite regole specifiche per l’indagine
  • Era permesso verificare le prove presentate
  • Alla minoranza democratica era stata dato il potere di citare testimoni

Alla fine il senatore repubblicano ha fatto presente che attualmente nulla delle regole, dei diritti e quindi della collaborazione bipartisan dell’epoca è stata applicata nell’attuale procedura, configurandosi come non trasparente e faziosa.

Il Whistleblower e il Deep State

Il sito di inchieste RealClearInvestigations ha rivelato a fine ottobre il presunto nome del whistleblower, il funzionario della CIA Eric Ciaramella.

Oltre alle informazioni scoperte nei mesi precedenti (lavora alla CIA, ha lavorato alla Casa Bianca, ha lavorato per un candidato democratico alle presidenziali del 2020, cioè Joe Biden e che è un democratico registrato) si è scoperto che:

  • è stato cacciato dalla Casa Bianca nel giugno 2017 in quanto aveva rivelato informazioni riservate ai media;
  • durante l’Amministrazione Obama era, nonostante il livello basso impiegatizio, molto considerato dall’Amministrazione tanto da invitarlo a un pranzo di Stato (in onore di Matteo Renzi, primo ministro italiano), segno che politicamente era molto inserito tra i democratici;
  • ha avuto contatti con Alexandra Chalupa, un impiegata del Democratic National Committe, la quale aveva cercato di gettare fango sulla Campagna di Trump fin dal 2016, cercando di collegarla con i russi e collegata al tentativo ucraino di aiutare la candidata democratica ai danni di Trump (vedere l’articolo “Le elezioni presidenziali USA 2016 e l’interferenza ucraina a favore dei democratici” che spiega il ruolo di Chalupa nella vicenda ucraina).
  • è stato distaccato da John Brennan, ex direttore della CIA, acerrimo nemico di Trump, al Security National Council della Casa Bianca nel 2015;
  • Ciaramella era specializzato per la Russia e soprattutto sull’Ucraina, proprio nel periodo in cui il punto di riferimento di Obama per quella nazione era Joe Biden;
  • lo staff del NSC ha subito notato come il comportamento di Ciaramella e le sue opinioni fossero contro le politiche estere del Presidente Trump;
  • ha contribuito con le sue false fughe di notizia nel 2017 ad avviare l’indagine del Russiagate da parte di Robert Mueller. Ha creato infatti la narrativa in cui è Putin che aveva licenziato James Comey, direttore dell’FBI che stava indagando sulla presunta collusione con la Russia. Infatti ha inviato un’e-mail nel maggio 2017 (prima di essere cacciato) in cui avvertiva un’altra Agenzia che Trump aveva tenuto un incontro con diplomatici russi nell’Ufficio Ovale il giorno dopo aver licenziato Comey, affermando che Trump si era vantato di aver licenziato quel pazzo di Comey. L’e-mail indicava inoltre che il presidente russo Vladimir Putin aveva telefonato al presidente una settimana prima, e Ciaramella suggeriva che presumibilmente Putin aveva consigliato a Trump di licenziare Comey.

Caso strano la mail è finita ai media e questa notizia è circolata poi al Congresso nei giorni successivi ed è stata utilizzata come manleva per far partire un’indagine del Procuratore Speciale contro Trump. L’email di Ciaramella è stata citata in una nota a piè di pagina nel rapporto di Mueller (Pag. 71 del II volume (pag. 282 del pdf), nota a piè di pagina n. 468

  • il presunto whistleblower identificato da realclearinvestigation oltre ad aver contribuito ad aver avviato il russiagate con false fughe di notizie è anche il maggior sospettato per le fughe di notizie relative alle trascrizioni delle telefonate fatte da Trump al premier australiano e messicano nel 2017.

Le trascrizioni sono entrate in possesso del Washington Post a inizio agosto 2017.

Il presunto whistleblower aveva accesso a tutte le informazioni fino alla sua cacciata dalla Casa Bianca nel giugno 2017 essendo stato oltre che nel Consiglio di Sicurezza nazionale, anche l’assistente del consigliere alla sicurezza nazionale McMaster.

McMaster è stato molto criticato per aver permesso ai funzionari del NSC (consiglio di sicurezza nazionale) dell’epoca di Obama di rimanere nella prima fase del mandato di Trump.

E a posteriori data l’alta presenza di fughe di notizie i critici di McMaster avevano ragione.

In tutta questa vicenda inoltre, la protezione nei confronti dell’informatore è avvenuta sia da parte dei democratici, che presumibilmente vogliono evitare che si scopra chi è e che gli vengano fatte domande che dei media che al posto di fare il loro lavoro e cercare di scoprire la verità, non hanno cercato in alcun modo di rivelare chi è l’informatore.

Sia Facebook che YouTube hanno eliminato qualsiasi post e video che parlasse di Eric Ciaramella e i media hanno glissato sull’argomento.

i democratici come il Capo della Commissione Adam Schiff ha dichiarato che il whistleblower ha un diritto statutario all’anonimato e pertanto il suo nome non può essere rivelato. Questa affermazione è falsa. L’unico che non può divulgare l’identità è l’ispettore generale della comunità d’intelligence senza il consenso del dipendente, a meno che l’ispettore generale non determini che tale divulgazione è inevitabile nel corso dell’indagine o se la divulgazione è fatta a un funzionario del dipartimento di giustizia responsabile della decisione se procedere con un’azione giudiziaria, e questa disposizione si qualifica come uno statuto alla fonte ai sensi della sottosezione (b) (3) della sezione 552 del titolo 5 (comunemente noto come “Freedom of Information Act”).

I suoi avvocati democratici, nel frattempo, hanno avvertito che la sua rivelazione avrebbe messo lui e la sua famiglia “in pericolo”, nonostante il personale di sicurezza del governo sia incaricato di proteggerlo.

Inizialmente i democratici volevano interrogarlo a porte chiuse al Congresso, ma dopo che si scoprì che l’ufficio di Adam Schiff aveva incontrato il whistleblower prima della denuncia e che questa informazione, cioè il contatto con membri/commissioni del Congresso non era stata comunicata nella denuncia anonima unita alle dichiarazioni false di Adam Schiff che aveva dichiarato che lui o il suo staff di non aver incontrato l’informatore, fece scemare l’intenzione dei democratici di interrogare il whistleblower.

Gli avvocati del whistleblower Mark Zaid e Andrew Bakaj alla rivelazione del nome del presunto informatore da parte di Realclearinvestigation non confermarono, né smentirono. Inoltre tali avvocati sono stati pesantemente criticati da Trump e dai repubblicani per le loro dichiarazioni a favore di un colpo di stato e dell’impeachment, fatte all’inizio del mandato di Trump.

Mark Zaida gennaio 2017 aveva twittato: “Un colpo di stato è iniziato! (contro Trump) Seguiranno molti passi, l’impeachment sarà l’ultimo.” A giugno 2017: “tra 45 anni potremmo ricordare storie dell’impeachment di Trump. Sarò vecchio, ma varrà la pena aspettare.” A luglio 2017: “prevedo che la CNN giocherà un ruolo nel non far finire il mandato a Donald Trump”

L’altro avvocato, Andrew Bakaj, aveva twittato nell’agosto del 2017 che Trump dovrebbe essere rimosso per incapacità tramite il 25° emendamento.

Un altro elemendo inquietante è che l’ex direttore ad interim della CIA durante la presidenza Bush, John McLaughlin ha dichiarato mercoledì 30 ottobre a un evento presso l’Hayden Center ad Arlington, Virginia.

Grazie a Dio per il Deep State e ai loro sforzi di rimuovere Trump (dalla presidenza). Questi funzionari stanno facendo il loro dovere e rispondono a una chiamata superiore” All’evento era presente anche John Brennan ex direttore della CIA sotto Obama, acerrimo nemico di Trump. Queste parole si commentano da sole.

Impeachment per Donald Trump: i sospetti su Ciaramella

Insomma il quadro che ne esce, se il nome venisse confermato, è che un un democratico che lavora alla CIA, nel 2017 ha cercato la prima volta di colpire Trump mettendo in moto, tramite la diffusione di false notizie, l’indagine da parte del Procuratore Speciale Robert Muller che alla conclusione delle indagini, utilizzando enormi risorse, non riscontrò nessuna collusione tra Trump e i russi.

Adesso per la seconda volta, la stessa persona sta attaccando nuovamente Trump, sempre tramite la diffusione di notizie e di seconda mano pergiunta (non è stato testimone diretto in quanto non è più alla Casa Bianca) che hanno messo in moto il procedimento di impeachment.

Ricordiamo, che prima della denuncia di inizio agosto, sono cambiate le regole per le denunce anonime nella comunità d’intelligence, permettendo denunce anche per informazioni di seconda mano. Se non era per questa modifica del regolamento, il whistleblower non avrebbe potuto effettuare la denuncia che ha dato l’avvio alla procedura di impeachment.

Si potrebbe pensare al cosiddetto Deep State che opera contro funzionari eletti, per mantenere la propria influenza e potere.

Molti repubblicani hanno definito quanto sta avvenendo un colpo di Stato.

28 ottobre 2019 – la speaker della Camera, la democratica Nancy Pelosi annuncia, dopo le pressioni del Senato e dell’opinione pubblica, un voto formale sulla risoluzione per la procedura di impeachment per il 31 ottobre 2019.

31 ottobre 2019: la Camera approva la risoluzione per la procedura di impeachment 232 voti a favore contro 196. Due democratici si uniscono ai repubblicani.

Nessun repubblicano si è unito ai democratici per l’impeachment contro Trump (nel 1998 31 democratici si erano uniti ai repubblicani per l’impeachment contro Clinton).

È la prima volta che una procedura di impeachment è votata solo da un partito. Nessun voto bipartisan.

L’analisi della risoluzione

Dall’analisi della risoluzione approvata si evidenzia:

  • La risoluzione conferisce autorità al comitato di intelligence della Camera che non lo aveva mai avuto prima. Le udienze pubbliche dei testimoni saranno gestite dalla Commissione Intelligence. Le procedure di impeachment precedenti erano state gestite dalla Commissione Giustizia della Camera. La risoluzione dirige diverse altre commissioni – Intelligence, Affari Esteri, Servizi Finanziari, Fisco e Sorveglianza a continuare le inchieste in corso nell’ambito della procedura di impeachment (indagini dalle dichiarazioni fiscali di Trump alle sue imprese private). Inoltre, la risoluzione non impedisce al Comitato di Intelligence di continuare ad effettuare audizioni segrete, infatti il testo prevede che il Capo della Commissione Intelligence debba condurre “audizioni o audizioni pubbliche”.
  • La risoluzione non fornisce alla minoranza un uguale potere di citazione di testimoni, come in passato. Quando la Camera aveva autorizzato l’inchiesta di impeachment contro il presidente Bill Clinton nel 1998, la risoluzione aveva permesso al Capo (repubblicano) e al membro di rango (democratico) della commissione giudiziaria della Camera di chiamare testimoni congiuntamente, disgiuntamente oppure in caso di disaccordo far votare l’intera commissione. In base alla nuova risoluzione per l’indagine su Trump, i capi (democratici) dell’Intelligence e della Commissione Giustizia non dovranno sottoporre i testimoni all’intera commissione per l’approvazione se i membri di rango (repubblicani) disapprovano e inoltre hanno diritto di veto sul membro di rango (repubblicano) per la citazione di testimoni.
  • La risoluzione annulla i poteri della minoranza repubblicana sul rilascio delle trascrizioni della Commissione intelligence. Le nuove regole concedono in realtà a Schiff più potere sul rilascio delle trascrizioni, anche permettendogli di rilasciare delle trascrizioni di testimonianze modificate unilateralmente.
  • La risoluzione non impone il rilascio delle trascrizioni delle testimonianze passate. Data la natura segreta e unilaterale del processo finora, l’equità di base suggerirebbe che le trascrizioni delle precedenti testimonianze fossero rilasciate. La risoluzione non fa nulla del genere, permettendo che gli abusi riguardanti la non trasparenza e la mancanza di regole delle udienze segrete di ottobre rimangano inalterati.
  • La risoluzione limita il diritto del presidente di essere rappresentato. La risoluzione fa riferimento a “procedure per consentire la partecipazione del presidente e del suo avvocato”, ma queste non sembrano aver inizio fino a quando il processo non raggiungerà la Commissione Giustizia, il che significa che il presidente non sarà rappresentato nelle udienze pubbliche al Comitato di Intelligence dove verranno sentiti i testimoni.

In definitiva le regole procedurali approvate non garantiscono al Presidente il diritto alla difesa e alla minoranza repubblicana la facoltà di citare testimoni (in quanto soggetti all’autorizzazione dei democratici).

Segui Termometro Politico su Google News

Hai suggerimenti o correzioni da proporre?
Scrivici a
redazione@termometropolitico.it

L'autore: Redazione

Redazione del Termometro Politico. Questo profilo contiene articoli "corali", scritti dalla nostra redazione, oppure prodotti da giornalisti ed esperti ospiti sulle pagine del Termometro.
    Tutti gli articoli di Redazione →