Alcool a 16 anni in Italia: cosa dice la legge e quand’è legale?

Pubblicato il 8 Febbraio 2020 alle 15:00 Autore: Claudio Garau

Alcool a 16 anni o meno: è legale per i minorenni assumere sostanze alcoliche oppure rischiano qualcosa? Cosa dice la legge con riguardo agli esercenti?

Alcool a 16 anni in Italia cosa dice la legge e quand'è legale
Alcool a 16 anni in Italia: cosa dice la legge e quand’è legale?

I dati Istat ci dicono che l’uso di alcool da parte dei minorenni è in aumento da anni. A parte i rischi specifici per la salute, non vanno neanche sottovalutati i rischi di incidente stradale provocato da chi si mette alla guida, in stato di ebbrezza. È opportuno allora fare il punto e capire se bere alcool a 16 anni, ovvero in minore età, è legale oppure no. Altrettanto opportuno è domandarsi se colui che vende bevande alcoliche a minori, rischia qualcosa. Facciamo chiarezza.

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Alcool a 16 anni: che cosa dice la legge e quale reato si tratta

La legge, in via generale, sancisce dei vincoli ben precisi alla vendita di alcolici. Va anzitutto chiarito che il reato scatta laddove la vendita sia effettuata verso minori di sedici anni: in caso di età superiore, ma comunque al di sotto dei 18 anni, non sussiste invece illecito penale, bensì soltanto amministrativo. Quale fonte normativa rileva in queste circostanze?

Ovviamente è il Codice Penale (all’art. 689) che sanziona colui che gestisce un’attività commerciale (“L’esercente un’osteria o un altro pubblico spaccio di cibi o di bevande” recita la disposizione richiamata) e che somministra oppure vende, in posto pubblico o aperto al pubblico, bibite alcoliche ad un qualsiasi minore di sedici anni (l’esercente è tenuto insomma a verificare che il cliente non sia minorenne).

Si tratta di una pena di una certa entità, che può anche comportare l’arresto fino ad un anno e, in verità, nello stesso articolo viene punito anche l’esercente che vende gli alcolici a persona che appaia all’esterno come soggetto affetto da malattia mentale, o che sia in uno stato di deficienza psichica a causa di diversa infermità.

Ma non solo: con l’integrazione all’art. 689 c.p., disposta da una legge del 2012, oggi il comma 2 prevede la stessa sanzione per colui che vende alcool tramite distributori automatici che non permettano l’effettiva rilevazione dei dati anagrafici dell’utilizzatore con sistemi di lettura ottica dei documenti, tranne nei casi in cui ci sia un qualche addetto che verifichi di persona i dati in questione. Peraltro, in questi casi, la sanzione penale comporta in via accessoria anche la sospensione dall’esercizio, come afferma l’ultimo comma dell’art. 689.

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Quando scatta la sanzione amministrativa. Il minorenne rischia qualcosa?

Come sopra accennato, nel caso la vendita sia effettuata verso minorenne che ha compiuto però 16 anni, la sanzione prevista è meramente amministrativa, ovvero una pena pecuniaria oscillante da un minimo di 250 fino a 1000 euro (legge n. 158 del 2012).

A questo punto è legittimo domandarsi: rischia qualcosa il minorenne che acquista e beve alcool? Ebbene, la risposta da darsi è negativa: dal punto di vista penale o della sanzione amministrativa, non rischia alcunché. Ciò in ragione della normativa vigente che, appunto, colpisce soltanto chi vende o somministra bevande alcoliche.

Concludendo, piuttosto i rischi saranno quelli inerenti la salute di colui che ingerisce alcool in minore età e quelli collegati al possibile rischio di commissione di qualche altro reato, come nei casi ad esempio di guida in stato di ebbrezza.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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