Soldi fermi sul conto corrente col coronavirus, cosa fa la banca?

Pubblicato il 21 Marzo 2020 alle 15:34
Aggiornato il: 25 Marzo 2020 alle 23:31
Autore: Guglielmo Sano

Bisogna preoccuparsi per i propri risparmi depositati su un conto corrente? in questo momento l’ultima cosa utile per tutti sarebbe una corsa ai bancomat

Salvadanaio
Soldi fermi sul conto corrente col coronavirus, cosa fa la banca?

Bisogna preoccuparsi per i propri risparmi depositati su un conto corrente in questo momento di crisi sanitaria? Al di là delle valutazioni sulla convenienza o meno di tenere “fermi” i propri soldi, in questo momento l’ultima cosa utile per tutti sarebbe una corsa ai bancomat.

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Conto corrente: i soldi depositati vengono utilizzati dalla banca?

L’articolo 1834 del Codice civile, in breve, prevede che una volta depositati in banca, i soldi dei risparmiatori diventino di proprietà dell’istituto di credito che, però, è obbligato a restituirli al cliente che glieli ha affidati. In sostanza, quando si depositano dei soldi in banca, è bene sapere, che l’istituto di credito, pur “custodendoli”, li userà, cioè di fatto non resteranno “fermi” sul conto corrente. La legge attualmente permette alle banche di mantenere anche solo l’1% dei depositi come liquidità, anche se praticamente tutti gli istituti di credito conservano una percentuale ben più alta in caso di emergenza.

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Conto corrente: cosa si rischia in questo momento?

Per qualcuno tale sistema è fondamentalmente iniquo visto che alle banche sarebbe consentito di guadagnare in due modi: innanzitutto, grazie al semplice deposito che è ormai infruttifero e anzi prevede il pagamento di costi di gestione, commissioni e spese varie, poi perché prestano dei soldi, applicando interessi (anche consistenti), che di fatto non gli appartengono.

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Al di là di queste valutazioni semplicistiche, i soldi sui conti degli italiani al momento non corrono nessun pericolo (si deve considerare anche che, in caso di fallimento di una banca, i conti fino a 100mila euro in Italia sono garantiti dal Fondo interbancario di tutela dei depositi) e, sottolineando quanto detto prima, continueranno a stare al sicuro se non si attuerà nessun comportamento dettato da panico irrazionale come una “corsa agli sportelli” dato l’effetto domino nefasto che scatenerebbe in un sistema economico che, pur tra tante contraddizioni, si basa principalmente sul credito. Insomma, potrebbero arrivare nuove restrizioni agli spostamenti nel quadro del contenimento dell’emergenza sanitaria in corso ma non c’è alcun motivo per andare a “fare scorta” di denaro contante.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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