Permessi extra Legge 104: quanto sono pagati senza lavorare?

Pubblicato il 31 Marzo 2020 alle 11:46 Autore: Daniele Sforza

Il Decreto Cura Italia ha introdotto permessi extra, quindi aggiuntivi, a quelli già previsti dalla Legge 104. Ecco quanto sono pagati.

Permessi extra Legge 104
Permessi extra Legge 104: quanto sono pagati senza lavorare?

Il Decreto Cura Italia ha aggiunto permessi extra a quelli ordinariamente garantiti dalla Legge 104. Com’è ben noto, infatti, la Legge 104 prevede 3 giorni di permesso retribuito al mese. Il recente decreto ha integrato questi giorni con ulteriori 12 giornate supplementari, fruibili nei mesi di marzo e aprile, anche consecutivamente nell’arco di un solo mese (solo le 12 giornate, però, non i 3 giorni garantiti dalla Legge 104). Queste giornate supplementari spettano sia ai lavoratori caregiver che assistono parenti disabili, sia ai lavoratori disabili stessi, che possono cumulare i giorni di permesso nel caso anch’essi svolgano la funzione di caregiver.

Permessi extra Legge 104: quanto vengono pagati

Tra i dubbi che ancora serpeggiano su questa novità spiccano questioni relative alla retribuzione e quindi all’importo: come saprete, i 3 giorni di permesso retribuito garantito dalla L. 104/92 sono retribuiti al 100% dello stipendio ordinario. Lo stesso dicarsi per i 12 giorni extra? Per dare una risposta a questa domanda dobbiamo fare riferimento alla normativa in essere, ovvero a quanto è scritto nel Decreto Cura Italia.

I 12 giorni di permesso supplementari hanno lo stesso valore dei 3 giorni ordinari, pertanto saranno retribuiti al 100% come i 3 giorni di permesso 104. La retribuzione sarà quantificata al 100%, quindi, e non bisogna fare confusione con il congedo parentale di 15 giorni, che invece sarà retribuito al 50% del normale stipendio.

Permessi extra Legge 104: come fare domanda

Come fare domanda e richiedere i permessi extra introdotti dal Decreto Cura Italia? Come spiegato dall’Inps, i lavoratori dipendenti privati che hanno già un provvedimento di autorizzazione ai permessi (valido per i mesi di marzo e aprile) non sono tenuti a presentare una nuova domanda. Chi invece risulta privo di provvedimento di autorizzazione in corso di validità dovrà presentare domanda secondo le modalità vigenti.

Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti del pubblico impiego, dei nuovi permessi e delle modalità di fruizione se ne occuperà direttamente l’Amministrazione pubblica per la quale lavorano. Questo significa che i dipendenti pubblici non dovranno presentare una nuova domanda.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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