Classifica mascherine coronavirus: quali sono le più efficaci

Pubblicato il 17 Aprile 2020 alle 10:00
Aggiornato il: 22 Aprile 2020 alle 11:02
Autore: Daniele Sforza

Stiamo davvero diventando esperti di mascherine coronavirus? Andiamo a scoprire quelle che hanno una maggiore efficacia protettiva e quali tipi sono.

mascherina
Classifica mascherine coronavirus: quali sono le più efficaci

Il coronavirus ci sta davvero facendo diventare esperti di mascherine protettive? Impresa difficile per un cittadino comune, vista la mole di informazioni altamente contraddittoria proveniente dagli esperti. Da inutili a parzialmente utili a obbligatorie, qual è l’effettiva efficacia protettiva di questi dispositivi con cui dovremo imparare a convivere, almeno durante la fase 2 dell’emergenza sanitaria? Andiamo a vedere quali tipi di mascherine sono più efficaci per tutelarsi dal contagio da Covid-19.

Mascherine di stoffa e fai da te: sono davvero efficaci?

Le mascherine di stoffa e quelle artigianali “fai da te” sono davvero efficaci? La risposta è: sono meglio di niente. Il tessuto di queste protezioni, infatti, lascia traspirare, proteggono il minimo in entrata, ma trattengono parzialmente in uscita. La mascherina “artigianale” più efficace è quella che aderisce al viso, quindi vien da sé che sciarpe e foulard sono poco protettive (anche se, in mancanza di altro, è meglio indossarle).

Mascherine coronavirus: il tipo chirurgico

Le tipiche mascherine chirurgiche sono decisamente più efficaci di quelle di stoffa, poiché sono in grado di limitare la diffusione delle particelle infettanti nell’ambiente, bloccando il 95% del virus espulso. Non c’è però una funzione di filtro quando si inspira, e ciò significa che la protezione è soprattutto per gli altri, non per se stessi. Infatti, indossare la mascherina chirurgica è consigliato per le persone potenzialmente infettanti, i positivi che non sanno di esserlo, i positivi asintomatici. La protezione dalle goccioline pesanti provenienti dall’esterno è dal 20-30%: meglio di niente e più sicuro di sciarpe, foulard e mascherine fai da te. La certificazione è UNI EN 14683:2019, a indicare requisiti di resistenza a schizzi, traspirabilità, efficienza di filtrazione batterica, pulizia da microbi.

Mascherine coronavirus FFP1: livello ed efficacia di protezione

Più sicure e protettive delle mascherine chirurgiche sono quelle siglate FFP1: la loro efficacia di filtraggio sale all’80% e funzionano soprattutto come metodo di protezione per gli altri. Rispetto alle chirurgiche, tuttavia, garantiscono un più elevato livello di protezione anche per chi le indossa. Se munite di valvola la protezione è solo per se stessi e non per gli altri, in quanto la valvola permette la fuoriuscita di eventuali particelle infettanti. Può rendere più difficile respirare, dato da non sottovalutare visto l’arrivo della bella stagione e delle temperature più alte.

Mascherine FFP2 e FFP3

Sono i dispositivi di protezione che garantiscono maggiore sicurezza e minor rischio di contagio e sono quelle che dovrebbero utilizzare medici e operatori sanitari. Le FFP2 filtrano il 95% delle particelle ambientali, mentre le FFP3 garantiscono un filtraggio del 98-99%. In queste mascherine la presenza della valvola non permette una funzione filtrante in fase respiratoria.

Oltre le mascherine coronavirus

Le mascherine sono un metodo efficace di protezione (soprattutto per gli altri), ma non vanno dimenticate le altre misure di (auto)tutela, come il distanziamento sociale, che deve essere almeno di 1-2 metri. L’utilizzo dei guanti va invece fatto in modo intelligente: se ad esempio tocchiamo una superficie infetta con il guanto che indossiamo e poi quella stessa parte di guanto la poggiamo, ad esempio, su una mela, l’effetto protettivo è vanificato. Molto meglio l’igienizzazione delle mani frequente con un apposito disinfettante (amuchina o soluzione idroalcolica). Inoltre è preferibile indossare anche un paio di occhiali per proteggersi gli occhi quando si esce.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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