Truffa Postepay: Tim, Wind e Iliad. Ecco come rubano i soldi

Pubblicato il 28 Maggio 2020 alle 12:37
Aggiornato il: 24 Giugno 2020 alle 23:13
Autore: Daniele Sforza

Truffa Postepay che passa per compagnie telefoniche come Tim, Wind e Iliad: ecco come funziona il nuovo raggiro e come rubano i soldi.

Truffa Postepay Tim Wind Iliad
Truffa Postepay: Tim, Wind e Iliad. Ecco come rubano i soldi

Nuova truffa Postepay, di fatto uguale alle altre, che può arrivare tramite sms (smishing) sui cellulari sotto diverse compagnie, tra cui Tim, Wind, Vodafone e Iliad, oppure via e-mail (phishing). Il meccanismo è sempre lo stesso e se ci leggete da un po’ rischiate di trovare le stesse informazioni, ma tant’è. Finché ci sarà necessità di dirlo e ripeterlo lo faremo affinché tutti abbiano consapevolezza di come comportarsi di fronte a certi tipi di raggiri e truffe, che utilizzano enti, compagnie telefoniche e perfino istituzioni allo scopo di fingere un’affidabilità che non hanno e di mascherare invece i loro intenti criminosi.

Truffa Postepay: smishing e phishing, come funziona

La truffa, dicevamo, funziona sempre allo stesso modo. La vittima riceve un messaggio, che può essere via sms, indipendentemente dalla compagnia telefonica, o via e-mail. L’oggetto della mail è generalmente qualcosa di allarmante o di urgente: può addurre a una perdita improvvisa dei dati, o perfino a un accredito di pagamento finito male. Nel messaggio, sia che si tratti di un sms sia che riguardi una e-mail, s’invita a cliccare su un link, che rimanda a una pagina (spesso una pagina clone dell’ente per il quale ci si spaccia) nella quale ci viene richiesto di inserire i nostri dati personali per poter sbloccare quella determinata situazione. I dati vengono poi rubati da uno specifico software pensato per questo scopo.

Nonostante le continue truffe di questo tipo, che spesso colpiscono anche compagnie telefoniche come Tim, Wind, Vodafone e Iliad, consapevoli attori protagonisti o non protagonisti dei raggiri criminosi, c’è ancora chi ci casca. Per questo motivo ripetiamo, alla stregua delle varie informative già presenti sui vari siti di enti come banche e Poste, alcuni accorgimenti per tutelare la propria sicurezza. Enti e istituzioni non si rivolgerebbero mai a voi, per questioni urgenti, tramite i canali sopra elencati e allo stesso tempo non oserebbero mai chiedere di inserire dati e informazioni personali e sensibili online. Le procedure sono altre. Se proprio permane il dubbio di trovarsi di fronte a qualcosa di veritiero (verificate anche il legame tra le pagine e i siti ufficiali, e soprattutto il testo del messaggio, che spesso contiene errori di battitura o ortografia molto grossolani), allora l’invito è quello di contattare l’azienda che sembra averci inviato il messaggio e chiedere una verifica.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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