Naspi 2020 dopo cassa integrazione ordinaria o in deroga. Come percepirla

Pubblicato il 28 Maggio 2020 alle 19:02
Aggiornato il: 24 Giugno 2020 alle 23:13
Autore: Giuseppe Spadaro

L’emergenza coronavirus ha comportato conseguenze economiche negative: molti i lavoratori costretti alla cassa integrazione. Come accedere alla Naspi 2020?

Uomo di spalle con in mano un piccola valigia marrone
Naspi 2020 dopo cassa integrazione ordinaria o in deroga. Come percepirla

L’emergenza coronavirus ha provocato pesanti conseguenze in termini economici e gli strascichi saranno evidenti per un periodo ancora purtroppo lungo. Molti lavoratori, a causa della chiusura delle aziende presso cui sono assunti o della riduzione del numero di ore lavorative, sono andati incontro alla cassa integrazione. Ricordiamo che si tratta di una misura che copre circa l’80% della somma totale percepita in busta paga. Può essere a copertura dell’intero monte di ore di lavoro ma può anche coprire anche una parte delle ore lavorative. Facciamo un esempio: se il datore di lavoro ritiene di rinunciare solo ad una parte delle ore prestate del lavoratore lo stesso riceverà parte del suo stipendio ed in più il corrispondente della cassa integrazione per le ore di mancato lavoro.

Dalla cassa integrazione alla Naspi 2020: i requisiti

Esistono come ben riassunto nell’articolo pubblicato da laleggepertutti.it più tipi di cassa integrazione. Vediamo le principali: Cassa integrazione guadagni ordinaria (Cigo); Cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs); Fondo di integrazione salariale (Fis); Fondi di integrazione salariale bilaterali; Cassa integrazione guadagni in deroga (Cigd).

Molti lavoratori si chiedono se dopo la cassa integrazione è possibile accedere alla Naspi (quella che una volta si chiamava “disoccupazione”).

La risposta è si. O meglio. Per accedere alla Naspi 2020 è necessario rispondere a determinati requisiti. Ovvero la perdita involontaria del lavoro: ciò significa che la Naspi spetta al lavoratore che è stato licenziato ma non a chi si è dimesso (fa eccezione la giusta causa) oppure – per fare un altro esempio – non spetta a chi ha risolto consensualmente il rapporto di lavoro. C’è poi il requisito contributivo: per accedere alla Naspi il lavoratore deve aver accumulato, nei quattro anni che precedono la data di cessazione del rapporto, almeno 13 settimane di contribuzione Inps. Ed ancora il requisito lavorativo secondo cui negli ultimi 12 mesi che precedono la cessazione del rapporto il lavoratore deve aver lavorato almeno trenta giornate di lavoro effettivo.

Naspi 2020, durata e domanda

Quanto dura la Naspi? È corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive presenti negli ultimi quattro anni. Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi di contribuzione che hanno già dato luogo a erogazione di prestazioni di “disoccupazione”. Analogamente non è computata la contribuzione che ha prodotto prestazioni fruite in unica soluzione in forma anticipata. La domanda per la Naspi 2020 deve essere presentata all’INPS esclusivamente in via telematica e a pena di decadenza entro 68 giorni, che decorrono: dalla data di cessazione del rapporto di lavoro; dalla cessazione del periodo di maternità indennizzato qualora la maternità sia insorta nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato; dalla cessazione del periodo di malattia indennizzato o di infortunio sul lavoro/malattia professionale, qualora siano insorti nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato; dalla definizione della vertenza sindacale o dalla data di notifica della sentenza giudiziaria; dalla cessazione del periodo corrispondente all’indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate; dal trentottesimo giorno dopo la data di cessazione, in caso di licenziamento per giusta causa.

Come fare la domanda? La domanda (di cui abbiamo parlato anche in questo nostro articolo) deve essere presentata online attraverso il servizio dedicato. Prima di accedere al servizio, puoi scaricare e consultare il tutorial “NASpI: invio domanda” per avere istruzioni sulla compilazione dei relativi campi. Per comprendere come utilizzare gli altri servizi NASpI collegati a questa scheda, ti suggeriamo di scaricare anche i tutorial: “NASpI: consultazione domande” e “NASpI: comunicazione”. In alternativa, si può fare domanda tramite: Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile; enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

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L'autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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