Controlli fiscali: ripresa da giugno, ecco chi rischia sanzioni

Pubblicato il 20 Settembre 2020 alle 05:18 Autore: Guglielmo Sano

Dopo il blocco imposto fino al 31 maggio, dal primo di giugno ricominciano i controlli fiscali. Cosa succederà alla ripresa degli accertamenti?

Controlli fiscali: ripresa da giugno, ecco chi rischia sanzioni
Controlli fiscali: ripresa da giugno, ecco chi rischia sanzioni

Dopo il blocco imposto dal Decreto Cura Italia fino al 31 maggio, dal primo di giugno ricominciano i controlli fiscali. Cosa succederà alla ripresa degli accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate?

Controlli fiscali: si riprede dal primo giugno

Una norma contenuta nel Decreto Cura Italia ha bloccato i controlli fiscali fino al 31 maggio 2020. Gli accertamenti, quindi, riprenderanno a partire dal primo giugno 2020: si divideranno in due fasi, nella prima, che durerà fino al 2020, l’Agenzia delle Entrate procederà ad esaminare le posizioni dei contribuenti ed emetterà gli atti, nel corso della seconda, che inizierà invece nel 2021, avverrà la notifica degli atti stessi. Ciò per evitare l’invio di ben 8 milioni e mezzo di notifiche, con scadenza nel 2020, da giugno in poi, ovvero nel momento in cui molti italiani si trovano ancora in grosse difficoltà economiche: la suddivisione con annessa proroga della sola notifica è prevista all’articolo 67 del Decreto Rilancio (inizialmente prevedeva una proroga biennale la quale è stata successivamente ridimensionata in sede di conversione).

Sondaggi elettorali TP: assistenti civici, dagli italiani un netto no

In cosa consisteranno gli accertamenti?

Controlli fiscali – Innanzitutto, a partire dal primo giugno, saranno riattivate dall’AdE le procedure di accertamento, contestazione, irrogazione delle sanzioni, recupero crediti d’imposta, liquidazione, rettifica bloccate a seguito della sospensione imposta dal 9 marzo al 31 maggio. Gli atti emessi in relazione a tali procedure, quindi, saranno elaborati entro il 31 dicembre, dopodiché si ripartirà anche con le notifiche. Detto ciò, anche prima della fase di notifica degli atti, l’Agenzia delle Entrate potrà richiedere dati necessari ad approfondire i controlli. Infine, anche se nella stragrande maggioranza dei casi i tributi non dovranno essere pagati prima dell’anno prossimo, non subirà proroghe l’emissione di quegli atti caratterizzati da indifferibilità e urgenza come quelli con rilievi penali.

Segui Termometro Politico su Google News

Hai suggerimenti o correzioni da proporre?
Scrivici a
redazione@termometropolitico.it

L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
Tutti gli articoli di Guglielmo Sano →