Compravendita azioni: cos’è, come si fa e quando guadagnare

Pubblicato il 30 Settembre 2020 alle 05:54 Autore: Claudio Garau

Compravendita azioni: qual è la funzione dell’azione e come ci si può orientare nella complessità del mercato azionario. Come si può guadagnare con le azioni?

Compravendita azioni: cos’è, come si fa e quando guadagnare

La azioni sono un argomento complesso e con risvolti pratici quotidiani per chi si occupa di mercati finanziari come operatore del settore o per chi da semplice privato, intende investire il suo capitale nella compravendita azioni. Ma si sa, non sempre è facile decifrare l’andamento del mercato e, a meno che non si sia dei “maghi della finanza”, ovvero dei trader provetti, è necessario avvalersi di persone specializzate, consulenti ed intermediari in grado di supportare il privato nella scelta della migliore strategia di investimento. Insomma, la compravendita azioni è certamente un terreno in cui poter ottenere importanti guadagni, ma nella consapevolezza che non si può far tutto da soli – a meno di non essere molto competenti e ferrati in materia – e nella consapevolezza che per destreggiarsi con successo nel mercato finanziario bisogna anche avere doti innate di fiuto per gli affari, senso pratico e voglia di azzardare. Di seguito vogliamo proprio porre attenzione sulla compravendita azioni: come funziona e quanto può far guadagnare. Vediamolo.

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Compravendita azioni: il contesto di riferimento

Il termine “azione” spesso è citato nel linguaggio di tutti i giorni e nelle situazioni più disparate: dalla chiacchierata con l’amico in materia di investimenti all’articolo giornalistico di economia. Ma forse non tutti sanno o ricordano esattamente che cos’è, di fatto, un’azione. Ebbene, essa altro non è che una delle fette o porzioni in cui viene suddivisa l’azienda, ovvero il capitale della società, e determina la percentuale di partecipazione e il diritto ai dividendi (ovvero al profitto) dell’investitore. In altre parole, per saperne di più sulla compravendita azioni, non bisogna tralasciare di considerare che un’azione (in inglese share o stock) consiste in un titolo che rappresenta la percentuale di partecipazione e di capitale investito in una SPA. In pratica, colui che compra un’azione – ovvero l’azionista – acquista un diritto ai dividendi della società, in proporzione alla quota acquistata. I dividendi però spettano se la società, collegata alle azioni, ha un bilancio in utile, e se tali dividendi vengono di fatto distribuiti. Un dettaglio non di poco conto è il seguente: in ipotesi di perdita, l’investitore non è tenuto a rispondere dei debiti, ma semplicemente perde l’ammontare corrispondente all’impegno economico iniziale sostenuto per l’acquisto dell’azione. Quanto appena detto è essenziale in tema di compravendita azioni, costituendo regola generale del funzionamento del mercato finanziario.

Per l’azienda, le azioni sono un elemento essenziale ad ottenere capitale e a consolidarsi dal punto di vista economico-finanziario. Per l’azionista, invece, le azioni rappresentano invece una tipologia di investimento per il proprio capitale.

Esattamente come è un’opzione l’investimento, lo è altrettanto il cosiddetto disinvestimento, dato che le azioni possono essere scambiate liberamente nel mercato finanziario. Con quest’ultimo processo economico abbiamo infatti, in generale, una vendita di attività finanziarie, di capitale o di titoli.

È chiaro che l’investimento in azioni include una regola implicita: più azioni l’investitore possiede, maggiore è la quota dei profitti che può ottenere. D’altra parte però, è anche maggiore la quantità del proprio denaro investito nel mercato finanziario, e quindi maggiore è il rischio.

Orientarsi nel mercato finanziario delle azioni

La compravendita azioni è una attività tipica di chi ha a che fare con azioni quotate in Borsa, ovvero su mercati regolamentati in cui il prezzo è stabilito dalla nota legge della domanda e dell’offerta. Regola fondamentale della compravendita azioni è che gli investitori possono acquistare le azioni in Borsa, conservarle fino al momento in cui il prezzo delle stesse sale e poi rivenderle per ottenere profitto. Si tratta insomma di un meccanismo “ciclico” e serve adeguato fiuto per gli affari per ottenere quanto desiderato, ovvero il miglior investimento. D’altra parte, il prezzo delle azioni è sempre aggiornato e visibile in ogni momento da parte dell’investitore, ed è legato al valore totale assegnato alla società che ha emesso le azioni in oggetto. È chiaro quindi che maggiore è il valore della società per azioni, maggiore sarà il prezzo delle azioni correlate in Borsa.

Il meccanismo per effettuare la compravendita azioni è legato per antonomasia all’acquisto di azioni quotate in Borsa, tuttavia le azioni possono anche essere non quotate in Borsa. In tali circostanze, l’interessato dovrà accordarsi con gli altri azionisti della società in modo da stabilire il prezzo al quale acquistarle e venderle.

Come detto sopra, investire in azioni presuppone un’estrema attenzione verso ciò che si sta facendo: infatti, l’azionista non risponde dei debiti in caso di perdita, ma è pur vero che, in qualità di socio della società, partecipa alla sua attività economica, dovendo fronteggiare i rischi di perdita, che però restano limitati al valore delle azioni comprate. In buona sostanza, l’azione non comporta di per sé alcun rendimento minimo o alcuna restituzione obbligatoria di quanto investito in essa. Il destino dell’investimento dipende infatti dall’andamento della società: più una società è in salute, maggiore sarà il valore dell’azione e quindi il guadagno derivante da un’eventuale vendita della stessa. Però attenzione: l’azionista – magari ben consigliato da un esperto del settore – deve muoversi con cautela nel complesso mercato azionario: infatti, è pur vero che in tema di compravendita azioni, è ben possibile che l’investitore sbagli i calcoli ed arrivi a perdere tutto l’investimento in azioni, di fatto azzerandosi il capitale investito in partenza. Questo succede tipicamente nel caso in cui la società per azioni fallisca.

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Quando è opportuno vendere?

La prassi ci insegna che gli investitori che vogliono comprare o vendere azioni, debbono fare riferimento ai servizi appositi, offerti dagli istituti di credito o dalle società di intermediazione mobiliare, che si occuperanno, per loro conto e nel loro interesse, delle operazioni di acquisto e vendita delle azioni. La compravendita di azioni trova nella filiale di banca il luogo di riferimento, in cui il consulente incaricato darà tutte le informazioni necessarie all’investitore per orientarlo verso la citata compravendita. Il consulente effettuerà l’operazione in nome e per conto del cliente investitore, una volta che quest’ultimo si sia convinto della bontà della scelta di vendita o acquisto. In alternativa, il cliente potrà fare affidamento ai servizi offerti dall’home-banking oppure alle società di intermediazione, o brokeraggio, le quali permettono di investire online in azioni, senza però poter contare sul servizio di assistenza/consulenza, fornito invece dalle banche. D’altra parte nel caso si affidi alle citate società, il cliente / investitore paga di meno perché è lui stesso che sceglie quali azioni acquistare o vendere.

Concludendo, e tenendo ben presente che in caso di compravendita azioni la consulenza personalizzata è molto spesso la miglior scelta, ricordiamo che – in linea generale – colui che vuole investire in azioni, farà bene a comprare in ipotesi di forte ribasso di esse, oppure in caso di trend molto positivo; mentre, qualora voglia venderle, sarà auspicabile farlo laddove il prezzo dell’azione sia abbastanza alto rispetto al prezzo di acquisto, oppure viceversa il prezzo dell’azione sia sceso molto rispetto al prezzo d’acquisto, onde evitare gli effetti di un possibile “crollo”. Ma, lo ribadiamo, si tratta di attente valutazioni, in cui un fidato consulente può rivelarsi la scelta azzeccata per i propri interessi.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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