Detrazioni spese sanitarie su app: perché serve l’estratto conto?

Pubblicato il 31 Luglio 2020 alle 15:21 Autore: Claudio Garau

Detrazioni spese sanitarie e pagamento tramite app per smartphone: perchè è necessario l’estratto conto? Le precisazioni dell’Agenzia delle Entrate

Detrazioni spese sanitarie su app: perché serve l’estratto conto?

Sono recentemente arrivate importanti precisazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, in tema di detrazioni spese sanitarie. Ciò attraverso la risposta all’interpello n. 230 del 29 luglio 2020, inerente la tracciabilità dei pagamenti degli oneri che permettono la detrazione del 19%. L’ufficio delle imposte ha in pratica precisato che la detrazione scatterà soltanto se l’interessato sarà munito di estratto conto. Vediamo più nel dettaglio.

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I chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate si fondano anche su quanto previsto dalla legge di Bilancio 2020, secondo la quale, a decorrere dal primo gennaio 2020, ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), la detrazione dall’imposta lorda nella percentuale del 19% cento degli oneri indicati nell’articolo 15 del TUIR e in altre disposizioni normative vale a patto che l’onere sia sostenuto con un versamento bancario o postale. È possibile altresì avvalersi delle citate detrazioni anche laddove il pagamento avvenga tramite App (tra esse, Satispay o Paypal), sempre che sia anche garantita la tracciabilità dell’operazione.

Il punto è proprio questo: chi usa il meccanismo dal pagamento elettronico con app per far fronte al pagamento delle spese sanitarie, potrà sfruttare la citata detrazione fiscale del 19%, esclusivamente se consegna al Caf o all’intermediario abilitato anche l’estratto conto bancario, da cui emerga l’addebito e, conseguentemente, la tracciabilità dell’operazione cui si collegano le detrazioni spese sanitarie. In altre parole, all’interessato non sarà sufficiente esibire uno scontrino o una ricevuta. Quanto appena ricordato è stato indicato dall’Agenzia delle Entrate, le cui recenti precisazioni certamente fanno chiarezza e aiutano il contribuente a capire come muoversi nell’intricato settore delle tasse.

L’Agenzia delle Entrate è giunta a questa conclusione, sulla scorta del fatto che il tracciamento dei pagamenti elettronici – compresi anche quelli tramite app per smartphone – si fonda sulle rilevazioni contabili della banca, ovvero su quanto indicato nell’estratto conto. Ne consegue che, secondo il ragionamento dell’Agenzia, il pagamento va dimostrato con la presentazione dell’estratto conto. Nel caso quest’ultimo non riporti tutti i dettagli dell’operazione, è necessaria anche la copia delle ricevute relative ai versamenti effettuati.

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Concludendo, i metodi di pagamento via app permettono dunque di non perdere le detrazioni spese sanitarie, ma anche per esse vale l’obbligo di tracciabilità. In sintesi, nella menzionata risposta n. 230 l’Agenzia delle Entrate pone l’accento sulla necessità che dalle transazioni dalla app stessa sia possibile comunque garantire la tracciabilità e l’individuazione di colui che ha pagato. Ciò chiaramente allo scopo di consentire controlli adeguati da parte del Fisco. Va da sè che la tracciabilità delle spese sanitarie non esonera il contribuente dal dovere di conservare i documenti, anche in relazione a pagamenti effettuati con app legata al conto corrente.

L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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