Sure: in arrivo in Italia la cassa integrazione europea

Pubblicato il 19 Settembre 2020 alle 05:37 Autore: Claudio Garau

Sure come strumento per combattere la crisi socio-economica scaturita dalla pandemia da coronavirus: cos’è, come funziona e le cifre per l’Italia

Sure: in arrivo in Italia la cassa integrazione europea
Sure: in arrivo in Italia la cassa integrazione europea

Se n’è parlato molto negli ultimi mesi nell’ambito delle istituzioni europee, ora la cassa integrazione europea diventa realtà. Per l’Italia è previsto infatti un cospicuo stanziamento di risorse economiche da parte di Bruxelles attraverso lo strumento denominato “Sure“. Vediamo allora di seguito di che cosa si tratta in concreto, quali sono le finalità per cui è stato ideato e l’ammontare delle cifre destinate al nostro Paese.

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Sure: che cos’è?

Sure è un acronimo (“Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency“) e consiste in uno strumento UE messo in atto, a seguito della ben nota emergenza coronavirus. La finalità di Sure è quella di tutelare i posti di lavoro esistenti e i lavoratori a rischio di disoccupazione, a causa delle conseguenze nefaste prodotte dall’epidemia da covid-19. In buona sostanza, Sure consente assistenza finanziaria ai paesi membri UE, attraverso il meccanismo del prestito concesso dall’Unione agli Stati – che ne faranno domanda – ma a condizioni favorevoli, ovvero con interessi agevolati. In particolare, tali prestiti saranno fondati su un sistema di garanzie volontarie degli Stati membri verso l’Unione.

L’utilità dei prestiti è presto spiegata: questi stanziamenti supporteranno i paesi europei nel dover sostenere l’aumento assai probabile della spesa pubblica, per quanto attiene al mantenimento dei posti di lavoro. In altre parole, attraverso Sure, saranno almeno in parte coperti i costi mirati all’introduzione o all’estensione di norme sulla riduzione dell’orario di lavoro (ai dipendenti con meno ore, viene comunque versato un sostegno pubblico per il lasso di tempo “non lavorato”) e di simili norme di tutela destinate ai lavoratori autonomi e liberi professionisti. Ecco perché Sure può definirsi una sorta di cassa integrazione europea.

La cifra prevista per l’Italia

Ormai Sure è quasi pronto per essere lanciato: serve infatti soltanto l’ok del Consiglio dell’Unione Europea. Il meccanismo complessivo prevede la cifra totale di 81,4 miliardi di euro per 15 paesi. Per quanto riguarda l’Italia, lo stanziamento è pari a circa 27,4 miliardi di euro, ovvero la quota maggiore: così infatti ha proposto la Commissione europea. Anche la Spagna è destinataria di aiuti consistenti, con ben 21,3 miliardi di euro previsti.

La cifra stanziata – pur essendo inferiore di un miliardo rispetto alle richieste originarie del nostro paese – sembrano soddisfare il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, che ha usato infatti queste parole per commentare l’intervento di solidarietà in ambito UE: “grazie a questo finanziamento, realizzato attraverso l’emissione di titoli comuni europei, il risparmio per le casse dello Stato nell’arco dei 15 anni di maturità può essere stimato in oltre 5 miliardi e mezzo di euro”.

D’altronde anche Ursula Von der Leyen – presidente della Commissione europea – aveva ricordato che, a fondamento dello Sure, ci sono oggettive ragioni di tutela del tessuto socio-economico dei paesi UE, allo scopo di poter uscire dalla crisi prodotta dalla pandemia e dal conseguente lockdown. Per completezza, riportiamo qui di seguito le parole di un suo intervento con videomessaggio, che chiariscono una volta per tutte perché è necessario questo strumento. Tramite esso: “più persone manterranno il loro posto di lavoro durante la crisi provocata dal coronavirus e ritorneranno al lavoro a tempo pieno quando finirà, quando la domanda tornerà a salire e gli ordini ritorneranno“. La Von der Leyen ha poi aggiunto che “Abbiamo imparato la lezione della crisi finanziaria quando gli Stati che avevano strumenti simili sono stati capaci di ripartire più rapidamente, dato che le aziende non avevano dovuto licenziare dipendenti, mantenendo quindi intatto il loro potenziale produttivo. È cruciale far ripartire il motore dell’economia senza ritardo quando la crisi sarà finita. Le aree di Milano e di Madrid fanno parte della spina dorsale dell’economia europea“.

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Concludendo, siamo ormai ai dettagli e pare dunque che a breve Sure diverrà realtà per i paesi UE che ne beneficeranno, come strumento di supporto dei programmi nazionali che tutelano occupazione e posti di lavoro, anche e soprattutto in questa delicata fase per la storia del continente europeo.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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