Pensioni ultime notizie: Quota 100 riconfermata nel 2021, le penalizzazioni

Pubblicato il 9 Settembre 2020 alle 08:50 Autore: Daniele Sforza
Pensioni ultime notizie Quota 100 riconfermata

Pensioni ultime notizie: Quota 100 riconfermata nel 2021, le penalizzazioni

Pensioni ultime notizie: ci sono delle importanti novità da sottolineare che arriveranno nel 2021. A partire dal prossimo 1° gennaio, infatti, gli assegni pensionistici dei lavoratori che andranno in pensione subiranno una leggera riduzione. Ciò è determinato dalle modifiche ai coefficienti di trasformazione del montante contributivo per i prossimi 2 anni, 2021 e 2022. Sulle pensioni vigila in ogni caso l’occhio di Bruxelles, anche a causa delle risorse del Recovery Fund. La spesa pensionistica andrà ridotta, certamente non incrementata: Quota 100 finirà il suo corso il 31 dicembre 2021 e non verrà annullata anzitempo, questo è certo. Inoltre sarà possibile reinvestire le risorse recuperate dai mancati accessi a Quota 100, che si aggirano attorno ai 3-4 miliardi di euro.

Pensioni ultime notizie: le richieste dei sindacati e le previsioni del governo dopo Quota 100

Le delicate tematiche attorno al tema pensionistico ha subito una battuta d’arresto a causa dell’emergenza sanitaria. Dovrebbero comunque essere confermate per la prossima Legge di Bilancio le due commissioni che si occuperanno rispettivamente dei lavori gravosi e della separazione tra previdenza e assistenza. Le principali misure che prenderanno corpo il prossimo anno saranno le proroghe di Ape Social e Opzione Donna. Se fosse confermata quest’ultima, le lavoratrici nate entro il 31 dicembre 1962 e quelle autonome nate entro il 31 dicembre 1961 con minimo 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2020 potrebbero accedere alla pensione anticipata.

Almeno sono queste le richieste dei sindacati, che auspicano anche l’estensione della platea dei lavoratori gravosi (tra cui si annovera l’inclusione di quelli maggiormente esposti al Covid-19). Altro punto fisso dei sindacati riguarda Quota 41 per tutti, ovvero la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica. Di difficile realizzazione, molto probabile una Quota 100 più penalizzante (3% per ogni anno di uscita anticipata e calcolo interamente con il metodo contributivo). Si uscirebbe con 62-63 anni di età anagrafica e 38 anni di contributi (anche se prende quota l’ipotesi di uscita con 36 anni di contributi).

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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