Quarantena 7 giorni Italia: periodo ridotto come in Francia? L’ipotesi

Pubblicato il 9 Settembre 2020 alle 15:15 Autore: Guglielmo Sano
Quarantena 7 giorni Italia: periodo ridotto come in Francia? L'ipotesi

Quarantena 7 giorni Italia: periodo ridotto come in Francia? L’ipotesi

Quarantena 7 giorni: in Francia ridotto il tempo di isolamento da due a una settimana per chi è positivo al Covid. Trascorso questo periodo, secondo il Consiglio scientifico interpellato dal governo, la contagiosità diventa molto bassa. Ecco i dettagli.

Quarantena 7 giorni: la Francia decide di ridurre il periodo di isolamento

Quarantena 7 giorni – In Francia passa la proposta di ridurre il periodo di isolamento delle persone trovate positive al nuovo coronavirus da due a una sola settimana. Il Consiglio scientifico interpellato dal governo ha espresso il proprio parere favorevole perché “siamo più contagiosi nei primi cinque giorni o dopo i sintomi o dopo un test positivo. Dopodiché, la contagiosità diminuisce in modo significativo. Dopo una settimana rimane ma è molto bassa”.

Queste le parole con cui ha spiegato alla stampa la modifica alla norma anti-contagio il ministro della Salute d’Oltralpe Olivier Veran. Inoltre, quest’ultimo ha tenuto a precisare che la decisione non è stata presa per “ragioni di priorità economica” ma soprattutto per favorire il rispetto dei regolamenti da parte dei cittadini francesi; “molti non rispettano l’isolamento di 14 giorni” ha sottolineato a tal proposito lo stesso Veran.

Come è stata accolta la decisione in Italia?

Quarantena 7 giorni in Francia. L’Italia seguirà i cugini? “Se la Francia abbassa a 7 giorni e a Ventimiglia restano 14 giorni non ha senso”, insomma, ridurre i giorni di isolamento “fa parte degli atteggiamenti di convivenza con il virus” ha dichiarato in merito alla questione Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova, interpellato dal Giornale di Sicilia. Infatti, concordando con le autorità sanitarie francesi, Bassetti sostiene che “la maggioranza delle persone manifesta sintomi in 4-5 giorni”, dunque, “moltissimi rischiano di finire in quarantena per 14 giorni quando non serve (vista la mancanza di sintomi, ndR)”.

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La Francia è il primo paese europeo a ridurre i tempi di quarantena per i positivi mentre, già a luglio, negli Usa si era abbassato a 10 giorni il periodo di isolamento dopo la comparsa dei sintomi. L’Oms raccomanda, in assenza di tampone, almeno tre giorni di isolamento e, per chi è asintomatico nonostante un tampone positivo, una quarantena di, appunto, 10 giorni. “Raccomandare 14 giorni di isolamento aveva senso all’inizio dell’epidemia perché non sapevamo nulla di questo virus – fa eco a Bassetti, sul Corriere della Sera, il Professore di Immunologia dell’Università di Milano Mario Clerici – una settimana senza sintomi secondo me è più che sufficiente per garantire che la persona non è più in grado di contagiare perché nel frattempo subentra la risposta degli anticorpi”. Anche il virologo Pregliasco ha detto che “L’opzione francese è interessante e merita una valutazione”, d’altronde, è ormai praticamente acclarato che “sono i primi giorni di infezione a essere quelle più pericolosi”.

Apertura del Presidente Conte

Sull’adozione della quarantena di 7 giorni In queste ore è arrivata anche l’apertura del Presidente del Consiglio Conte: “è una prospettiva importante, se fosse possibile ridurla potremmo ridurre i costi sociale ed economici”. Probabilmente, nel nostro paese si valuterà la possibilità di introdurre una quarantena differenziata: 7 giorni per gli asintomatici, di più in presenza di sintomi (i giorni cambierebbero a seconda della gravità di questi ultimi).

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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