Certificato medico per comunicare la malattia all’Inps: come inviarlo?

Pubblicato il 23 Novembre 2020 alle 12:51 Autore: Claudio Garau
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Certificato medico per comunicare la malattia all’Inps: come inviarlo?

Il certificato medico rilasciato dal dottore è essenziale per potersi veder attribuire le prestazioni INPS dovute all’assenza per malattia. E’ chiaro infatti che lo stato patologico può talvolta impedire al lavoratore di recarsi al lavoro e di svolgere le mansioni per cui è stato assunto. La legge però gli consente di conservare il posto di lavoro ed anche di percepire un’indennità ad hoc, ma sempre rispettando l’obbligo di presentazione del certificato medico. Vediamo dunque più nel dettaglio cosa ricordare su questo tema, onde non farsi trovare sprovvisti nelle circostanze concrete.

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Certificato medico: chi lo rilascia?

Chiariamo subito un aspetto pratico: non è sempre il medico curante il soggetto che emette il certificato medico. Infatti, in mancanza del medico, la legge consente al medico di continuità assistenziale (guardia medica) di rilasciare il detto documento. Ancora, se il lavoratore malato è ricoverato o ha fatto accesso al pronto soccorso, sarà la struttura ospedaliera in cui si trova a doversi occupare della certificazione.

Nella generalità dei casi, il certificato medico deve essere poi fatto pervenire all’INPS, giacchè è quest’ultimo ente ad occuparsi solitamente del versamento dell’indennità in caso di malattia, e quindi a retribuire il dipendente malato.

Invece, il detto certificato medico di malattia non deve essere spedito anche al datore di lavoro: infatti quest’ultimo può visualizzarlo servendosi dei servizi online dell’Inps, oggi sempre più utilizzati sull’onda della digitalizzazione dei servizi della PA. Inoltre, se contemplato dal CCNL di riferimento o dal contratto individuale di lavoro, deve essere attribuito al datore di lavoro il numero di protocollo del certificato (il cosiddetto Puc): esso consente di individuare con maggior velocità il certificato in questione, nel sito INPS. Tuttavia, vige pur sempre l’obbligo di comunicare al datore, in anticipo, l’assenza per malattia.

Modalità di invio del documento

Il lavoratore malato non è onerato poichè l’invio del certificato medico all’Istituto di previdenza sociale avviene secondo modalità telematiche, su impulso del medico o del personale sanitario coinvolto nella procedura. In via residuale, tuttavia, la legge ammette ancora la spedizione del documento in forma cartacea, laddove non sia possibile servirsi della modalità telematica (ma il documento su carta dovrà comunque indicare tutti gli elementi già previsti per la versione informatica, che tra poco vedremo). Il valore di detto documento è cruciale per il lavoratore a cui si riferisce, giacchè le informazioni che su di esso compaiono determinano, o meno, l’obbligo degli accertamenti sanitari INPS, ovvero la visita fiscale, di cui già ci siamo occupati con riferimento al cambio residenza. Senza contare che nel certificato medico è indicata un’informazione essenziale come il numero di giorni di cure dati dal medico che ha emesso il documento.

Dal lato temporale, non possiamo non ricordare che chi redige il certificato medico di malattia deve trasmetterlo – tramite internet – all’INPS senza indugio, ossia immediatamente o al massimo all’indomani, in ipotesi di visita a casa del lavoratore malato.

Il lavoratore è comunque ulteriormente tutelato dato che può domandare una copia del certificato medico a colui che lo ha emesso: detta copia può essere cartacea o può essere spedita in via informatica, presso la propria casella di posta elettronica.

A cosa fare attenzione: la correttezza dei dati

Il lavoratore fa bene ad ottenere una copia del certificato medico, in quanto esso deve essere corretto ed attestare il vero in tutte le sue parti, in prospettiva della visita del medico fiscale. In particolare, il malato deve verificare, sotto la sua diretta responsabilità, che siano esatti i dati indicati e riguardanti i propri dati anagrafici, l’indirizzo di reperibilità durante la malattia e tutte le informazioni utili per individuare la residenza del lavoratore malato.

Nel certificato medico devono poi comparire una serie di informazioni, che sono di stretta competenza del medico e su cui quest’ultimo è responsabile, come ad esempio i dati del giorno di rilascio del documento, l’eventuale esonero dalla visita fiscale (ad es. per una particolare patologia che mette a rischio la propria vita), la data di presunta fine dello stato di malattia, la visita ambulatoriale o domiciliare, l’indicazione di un evento traumatico.

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In particolare, è essenziale indicare correttamente il giorno di rilascio del certificato medico, in quanto l’INPS versa l’indennità di malattia, ai lavoratori malati ed aventi diritto perchè assicurati con diritto alla prestazione in questione, esclusivamente dalla data ovvero dal giorno di rilascio del certificato stesso.

Dato il ruolo che svolge, il medico è ovviamente libero di indicare nel certificato medico, ogni dettaglio ulteriore sulla diagnosi, che possa essere di supporto ad un soddisfacente svolgimento della successiva visita fiscale.

Il lavoratore, però, deve anche controllare la correttezza della trasmissione del certificato medico, in via telematica. Per farlo, oggi è facilitato dal fatto che può vedere su schermo la certificazione ma anche la l’attestazione di malattia sul sito internet dell’INPS, facendo accesso ai servizi riservati, tramite l’immissione delle credenziali personali. Di seguito sarà appunto possibile consultare il certificato medico e verificarne la correttezza della trasmissione.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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