Recovery Plan italiano: per attuarlo servono 11 leggi entro fine anno

Pubblicato il 27 Aprile 2021 alle 12:43 Autore: Claudio Garau
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Recovery Plan italiano: per attuarlo servono 11 leggi entro fine anno

La data di riferimento è stata finora il 30 aprile, ossia il giorno in cui l’Italia deve consegnare il Recovery Plan italiano, ossia il Piano di ripresa e resilienza, a Bruxelles. Tuttavia, è solo il primo step di un lungo percorso, che dovrebbe garantire al nostro paese di poter contare nei prossimi anni sugli aiuti europei, suddivisi tra contributi a fondo perduto e prestiti garantiti. Infatti, le istituzioni italiane, in primis Governo e Parlamento, sono chiamati ad una difficile prova: nei prossimi otto mesi, vale a dire da maggio a fine anno, dovranno realizzare e varare ben undici nuove leggi, in tema di lavoro, pensioni, fisco, appalti, pubblica amministrazione, ma non solo.

Come si può ben notare, si tratta di un test non facile per il paese, che deve finalmente cambiare passo ed attuare tutte le riforme che finora non è mai stato in grado di attuare. Proprio la lentezza degli iter di approvazione delle leggi e gli intoppi burocratici, da sempre tratti distintivi della politica italiana, dovranno essere finalmente superati, per rinnovare il paese, condurlo alla ripresa economica e per poter incassare, di fatto, gli aiuti europei del programma Next Generation UE.

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Recovery Plan: il decreto Semplificazioni è il primo passo verso le riforme

In questo lungo, difficile ed articolato percorso di rinnovamento, il Governo dovrà anzitutto occuparsi del decreto Semplificazioni, il primo passo verso le riforme. Secondo gli accordi con Bruxelles, il provvedimento dovrebbe essere varato entro i primi giorni di maggio. Non solo: imminente dovrebbe essere anche la realizzazione del decreto Governance e del decreto che predisporrà le procedure straordinarie per il reclutamento nella pubblica amministrazione, con nuovi concorsi e la spinta verso il turnover nel personale del pubblico impiego. Il programma del Governo prevede dunque di creare anzitutto le condizioni per usare al meglio gli aiuti europei e, per farlo, è necessario abbattere le barriere e lungaggini burocratiche, servendosi anche degli apporti dei giovani lavoratori, assunti con iter di selezione più rapidi ed efficaci.

Nei primi decreti, dovrebbe trovare spazio anche la revisione delle norme tecniche per l’accesso al Superbonus edilizia e ristrutturazioni, che recentemente sembrava potesse non essere confermato.

Questione giustizia e revisione incentivi alle imprese

Altro importante nodo sul tavolo, a seguito della presentazione del Recovery Plan italiano, è quello della riforma del processo civile e penale, per troppo tempo rimandata e che ora ritorna prepotentemente a far parlare di sè: occorre finalmente rinnovare le regole nelle aule di tribunali, per poter contare sugli aiuti economici promessi dall’Europa. Le deleghe sono da adottare entro il 30 settembre, ma non basta solo questo: in cantiere anche la riforma del CSM che, dopo i recenti scandali giudiziari, è diventata anch’essa un’esigenza non più rinviabile.

Entro inizio estate non si dovrà discutere solo di giustizia: andrà altresì insediata una commissione interministeriale ad hoc che dovrà trattare della revisione degli incentivi alle imprese. La finalità è quella di redigere un disegno di legge entro il 30 settembre. Ma giugno è un mese clou anche per quanto riguarda l’esame dei decreti attuativi per l’assegno unico figli, al fine di conservare attivo l’impegno per il nuovo strumento universale di sostegno alle famiglie da inizio luglio.

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Luglio sarà il mese caldo della riforma del Fisco

Scadenze significative anche durante il mese di luglio. Infatti, entro la metà del mese, il governo si è impegnato a presentare la legge annuale sulla concorrenza, ma soprattutto entro la fine del mese l’Esecutivo dovrà presentare il disegno di legge delega per la riforma fiscale. Decisivi saranno i risultati degli studi e delle elaborazioni da parte delle Commissioni Finanze, che dovrebbero essere pronti entro giugno. Ma essenziale sarà trovare un compromesso all’interno dell’eterogenea maggioranza di Governo. E la cosa non è affatto scontata.

Verso l’autunno, ecco che si profila la sessione di bilancio, con il Governo che dovrà altresì studiare due ulteriori leggi delega: una atterrà la revisione del codice degli appalti, come da più parti auspicato. Proprio la normativa degli appalti ha urgente bisogno di essere rivista, per impedire atti di corruzione che trovano terreno fertile nell’eccesso e nella complicazione delle leggi.

Infine, anche nel quadro della cosiddetta green economy, su cui l’Unione punta molto per i prossimi anni, ecco profilarsi a fine anno la riforma delle norme in materia ambientale, con una ulteriore delega e decreti attuativi da adottare in 6 mesi. Si tratta, come si può notare, di mole di lavoro assai consistente per ministri, parlamento e mondo delle istituzioni in generale: ma rispettare tutte le tempistiche è essenziale per ottenere, di fatto, gli aiuti promessi dall’Europa, a seguito dell’invio del Recovery Plan italiano.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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