Riforma Giustizia 2021: accordo nel Governo Draghi. Cosa cambierà?

Pubblicato il 9 Luglio 2021 alle 11:57 Autore: Guglielmo Sano
Riforma Giustizia 2021: accordo nel Governo Draghi. Cosa cambierà?

Riforma Giustizia 2021: accordo nel Governo Draghi. Cosa cambierà?

Riforma Giustizia: nella serata di giovedì 8 luglio 2021 le diverse anime del Governo Draghi hanno raggiunto un’intesa sull’aggiornamento del sistema a cui ha lavorato la ministra Cartabia. Si tratta di uno degli interventi strutturali fondamentali per accedere alle risorse messe a disposizione dell’Italia con il Recovery Fund. In cosa consiste?

Riforma Giustizia: il Governo Draghi ha raggiunto un’intesa

Riforma Giustizia: è uno dei nodi centrali per poter accedere alle risorse del Recovery Fund. Nella serata di ieri, giovedì 8 luglio, le diverse anime del Governo Draghi hanno trovato un accordo sulle proposte di modifica avanzate dalla ministra Cartabia. Sembrano appianate le criticità sorte, in particolare, in seno al Movimento 5 Stelle.

La tregua tra le diverse anime dell’esecutivo, d’altra parte, potrebbe presto terminare. Il testo è adesso atteso all’esame di Parlamento: in pratica, le forze politiche potrebbero presto tornare a scontrarsi sul suo contenuto e, soprattutto, sulla parte riguardante le modifica al sistema penale.

Lo scontro si riaccenderà in Parlamento?

Riforma Giustizia: una delle questioni che ha portato agli scontri più accesi quella che riguarda i tempi della giustizia penale. Le modifiche sul punto intervengono, nello specifico, sulla cosiddetta Legge “Spazzacorrotti”: la prescrizione cesserà di decorrere ancora dopo le sentenze di primo grado, come prevede il testo dell’ex Guardasigilli Bonafede, ma è prevista la reintroduzione di tempistiche fisse per l’improcedibilità (il processo si deve fermare). Due anni dopo l’Appello e uno per la Cassazione: previste però anche delle eccezioni per reati particolarmente gravi.

Mafia, traffico di droga, terrorismo, violenza sessuale, per esempio, in tal evenienza scatteranno delle proroghe (quindi, i processi potranno continuare oltre i termini per l’improcedibilità fino a 3 anni per l’Appello e un anno e mezzo per la Cassazione). La riforma, d’altro canto, prevede anche che le tempistiche per far scattare l’improcedibilità si blocchino quando si bloccano quelli della prescrizione (è il caso dei processi in cui si impugna il legittimo impedimento).

Chiaramente i 5 stelle hanno alzato le barricate su queste modifiche alla normativa: la mediazione, alla fine, è stata trovata per l’inserimento tra i reati che costituiscono un’eccezione alle tempistiche generali di corruzione e concussione (e altri reati da “colletti bianchi”). Tuttavia, secondo le indiscrezioni, all’interno del Movimento prevale comunque il malcontento: per questo molti commentatori ritengono che il passaggio dalle Camere del testo sarà tutt’altro che agevole.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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